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Bimbo palestinese ucciso, un video accusa Israele: “Soldati hanno sparato ad auto in retromarcia”

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L'associazione B'Tselem diffonde due video che proverebbero che i militari israeliani hanno fatto fuoco contro l'auto civile solo perché aveva fatto retromarcia. Aperta un'inchiesta
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L’organizzazione israelo-palestinese B’Tselem ha diffuso due video registrati dalle telecamere di sorveglianza che proverebbero che l’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro un’automobile civile, causando la morte di un bambino di 11 anni. L’incidente è avvenuto il 28 luglio scorso a Beit Ummar, un villaggio nella Cisgiordania. Nei video è possibile vedere il momento in cui l’auto di Muayad Abu Sarah al-Alami, un residente di Beit Ummar, supera una salita e scorge una pattuglia dell’esercito israeliano distante una trentina di metri. A bordo con lui in quel momento ci sono i figli Muhammad e Anan, rispettivamente di 11 e nove anni, e Ahmad, di cinque, seduto sul sedile anteriore.

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IL PADRE: “AVEVO SOLO FATTO RETROMARCIA”. ISRAELE CONFERMA E APRE UN’INCHIESTA

Quando Abu Sarah vede la pattuglia e fa lentamente marcia indietro per cambiare strada. A quel punto i militari si allarmano visibilmente e inseguono a piedi l’auto. Quando spariscono dietro la discesa e nel video si sentono una dozzina di colpi d’arma da fuoco. Come hanno riferito i genitori del bambino ai media internazionali, il più grande dei tre bambini, Muhammad, è deceduto in seguito a un colpo d’arma da fuoco che lo ha raggiunto al petto. Il trasporto nel vicino ospedale di Hebron si è reso inutile. Le Forze di difesa israeliane hanno confermato l’accaduto, sostenendo che a motivare la reazione dei soldati sia stata la decisione dell’uomo di fare marcia indietro. Un fatto, questo, che sarebbe stato sufficiente ad allarmare i militari e a far credere loro che fosse un’automobile che stavano cercando. Le autorità israeliane hanno aperto un’inchiesta.

L’ASSOCIAZIONE B’TSELEM: “EPISODIO CHE DIMOSTRA QUANTO POCO VALGA LA VITA DEI PALESTINESI PER ISRAELE”

Nella nota che accompagna i video, l’associazione B’Tselem dichiara: “La scelta di aprire il fuoco contro l’auto, nel cuore di una popolosa zona residenziale, è ingiustificata, in quanto nessuno dei passeggeri rappresentava un pericolo né per i militari né per altre persone. La spiegazione offerta dai militari, ossia che i soldati hanno sparato sull’auto dopo aver sospettato che i passeggeri avessero seppellito un bambino morto, non ha assolutamente alcuna attinenza con la sparatoria”. L’associazione continua: “Questa efferata uccisione di un ragazzino di 11 anni dimostra, ancora una volta, quanto basso sia il valore della vita dei palestinesi agli occhi dei soldati, dei loro generali e dei politici – che sono responsabili della letale politica del fuoco implementata dai militari”. Secondo B’Tselem, “l’apertura di un’indagine della polizia militare assicurata dalle autorità è semplicemente un mezzo per mettere a tacere le critiche e questo tipo di indagine è il primo passo per insabbiare l’incidente“. Mohammed al-Alami, che in un primo momento i media hanno presentato come un bambino di 12 anni, è stata l’ottava vittima da maggio nell’area della Cisgiordania dove si trova Beit Ummar. Nella zona stanno aumentando le tensioni dopo che un gruppo di coloni israeliani ha deciso di edificare un insediamento in territorio palestinese.

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