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I soldati israeliani uccidono un dodicenne palestinese: aperta un’inchiesta

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Il giorno prima era stato colpito a morte un idraulico di 41 anni
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ROMA – Le autorità israeliane hanno aperto un’inchiesta per far luce sull’uccisione di un bambino palestinese, colpito a morte dall’esercito israeliano nella città di Beit Ummar, in Cisgiordania. Mohammed Al-Alami, 12 anni, viaggiava a bordo di un’auto con la sua famiglia quando è stato raggiunto da un proiettile all’altezza del petto. Inutile la corsa verso l’ospedale di Hebron, dove i medici non hanno potuto che constatarne il decesso, come hanno raccontato ai media internazionali i genitori del bambino. Le Forze di difesa israeliane (Idf) in una nota hanno confermato l’accaduto, spiegando che i militari hanno aperto il fuoco contro l’automobile scambiandola per un’altra “sospettata di traffici sospetti”: al rifiuto dell’auto di fermarsi per dei controlli- riferisce ancora l’Idf – i soldati hanno sparato.

L’uccisione di Al-Alami segue di un giorno quella di Shadi Omar Lotfi Salim, un idraulico di 41 anni raggiunto dagli spari dei soldati mentre lavorava a un impianto idrico nei pressi di Beita, altra cittadina della Cisgiordania. L’Idf ha detto che l’uomo li avrebbe raggiunti con una sbarra di metallo in mano e l’aria minacciosa, mentre il vicesindaco di Beita, Moussa Hamayel, ha parlato di “un’esecuzione a sangue freddo”, dal momento che l’uomo stava rientrando dal lavoro e in quel momento non c’erano proteste nell’area. Nei pressi di Beita infatti da settimane la tensione è alta, dopo che diverse famiglie di coloni israeliani si sono insediate per costruire case in territorio posto sotto l’amministrazione palestinese. L’insediamento – una pratica vietata dal diritto internazionale – è stato chiamato Eviatar. Da allora, come ricostruisce l’emittente Bbc, almeno sei palestinesi sono stati feriti a morte dall’intervento delle Idf.

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