VIDEO | Guerra (Oms): “Ok Italia, no a riaperture sciagurate in altri paesi Ue”

Il direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità approva la “strategia di mitigazione massima del rischio” adottata in Italia per la fase 2
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ROMA – “Sì” alla “strategia di mitigazione massima del rischio” adottata in Italia per la “fase due”, “no” a “riaperture sciagurate” altrove in Europa, che metterebbero a rischio non solo le popolazioni locali ma anche i Paesi partner: è la linea fissata in un’intervista con l’agenzia Dire da Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Rispetto alle decisioni dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, con la ripresa oggi delle attività per circa quattro milioni e mezzo di lavoratori, il giudizio è positivo. “Credo che il governo abbia scelto una strategia di mitigazione massima del rischio anche rispetto alla mobilità, ai trasporti e alla vita sociale attorno alle strutture produttive” dice Guerra.

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La parola chiave è progressività in sicurezza; è stata percepita come valida la raccomandazione di garantire un periodo di incubazione di due settimane tra una riapertura e l’altra”. Secondo il direttore dell’Oms, oggi “si riapre tutto ciò che ci possiamo permettere di riaprire mantenendo la soglia di replicabilità del virus inferiore a uno, che è la soglia da osservare per non far riesplodere l’epidemia”.

Guerra sottolinea che nelle prossime due settimane “sarà possibile capire l’impatto delle riaperture” e definisce “storico” che il governo abbia fatto proprio “tutto ciò che la scienza è stata in grado di raccomandare”.

Uno sguardo poi alle priorità della fase due. “Il sistema sanitario, pur nella sua regionalizzazione, deve saper identificare in tempi rapidissimi l’insorgenza anche di micro-focolai a livello familiare che potrebbero accompagnare le riaperture” evidenzia Guerra. “Deve essere in grado di diagnosticare entro le 24 ore con tamponi mirati i possibili nuovi positivi, disponendo quarantene con un rafforzamento non solo delle strutture ospedaliere ma anche dei dipartimenti di prevenzione sul territorio che rappresentano il presidio fondamentale per la capacità di risposta nella fase due”. Essenziale sarebbe poi “mettere in linea la medicina generale”, definita dal direttore dell’Oms “per ora la grande esclusa rispetto alla risposta di sistema”. La premessa, infatti, è che “il medico di medicina generale può garantire una sorveglianza attiva verso i suoi assistiti con una tempestività che nessuna altra struttura in Italia riesce ad assicurare”. Ci sarebbero stati, in questo senso, segnali incoraggianti. “C’è un livello di assunzioni senza precedenti nella storia di ultimi 30 anni” sottolinea Guerra. “Il ministro Roberto Speranza ha garantito l’assunzione di 25.000 nuovi medici, infermieri e operatori del sistema, con quel rafforzamento significativo raccomandato dall’Oms”.

L’analisi si fa europea. “C’è grande soddisfazione del fatto che il governo italiano abbia intrapreso questo tipo di percorso” dice Guerra. Che avverte: “Riaperture sciagurate in altri Stati metterebbero a rischio non solo le popolazioni locali ma anche i Paesi partner, perché esiste una mobilità transfrontaliera; dobbiamo ricordarci che il virus in Italia non è arrivato dalla Cina ma da altri Stati dell’Ue”.

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4 Maggio 2020
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