Confusione in casa Lega, Salvini difende i tortellini ‘tradizionali’ ma Zaia lancia il vino analcolico: pioggia di ironia sul web

La polemica enogastronomica tiene banco: i tortellini di pollo vanno fermati, ma il vino senza alcol può essere sponsorizzato?
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ROMA – Sono compagni di partito, Matteo Salvini e Luca Zaia. L’uno leader del Carroccio, l’altro governatore del Veneto. Eppure non sembrano molto d’accordo sulla difesa della cosiddetta ‘italianità’ in campo enogastronomico. Solo qualche giorno fa, infatti, l’ex ministro dell’Interno si è scagliato con veemenza sull’ipotesi di servire tortellini ripieni di pollo alla festa di San Petronio, a Bologna, per permettere di gustarli anche a chi è di diversa religione e preferisce non mangiare il tradizionale maiale. “Stanno cercando di cancellare la nostra storia”, aveva tuonato. E aveva aggiunto, curiosamente: “È come il vino senza uva”. Senza uva magari no, ma senza alcol sembra un compromesso accettabile per il collega di partito Zaia, che, già dal 2017, a quanto riporta la rivista Gambero rosso, era testimonial di un vino pronto per essere esportato verso i mercati arabi, dove il consumo di alcol è proibito proprio per motivi religiosi.  Ieri il nuovo assist del governatore leghista:”Con questo prodotto – ha detto Zaia, come riportato dal giornale ‘La tribuna di Treviso’– si da una risposta anche ai mercati, musulmani in particolare, là dove per fatti culturali o religiosi non si bevono alcolici”. 

Sul web, come era prevedibile, si scatena l’ironia. La pagina satirica Socialisti Gaudenti  riporta la notizia e i commenti sono centinaia. “Il limoncello fatto con lemonsoda potrebbe sfondare nei mercati arabi”, ironizza un utente. “Conquisteremo Gerusalemme a calici di vino halal. Grande idea. Comunque il tortellino era gratis questo invece si fattura. Ecco l’inghippo”, scrive un altro.  “Prosecco analcolico ripieno di pollo”, ironizza un utente fondendo i due temi, un altro gli fa eco: “Tutti leghisti con i tortellini degli altri”.

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3 Ottobre 2019
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