Comune di Roma nega cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, ma firma l’appello per la liberazione

Il ritratto del giovane ricercatore egiziano sarà esposto per 30 giorni in Campidoglio
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Patrick George Zaki, il ricercatore egiziano che studiava in Italia e detenuto da mesi in Egitto con l’accusa di sedizione, non ricevera’ la cittadinanza onoraria della citta’ di Roma, come chiedeva il primo testo di una mozione presentata in Assemblea capitolina dal Pd. Ma il Comune aderira’ all’iniziativa lanciata dall’associazione ‘InOltre’ e firmera’ la lettera-appello a sostegno della liberazione del giovane, gia’ sottoscritta da centinaia di enti, Comuni e personalita’ varie, che sara’ spedita al carcere di Tora (in cui Zaki e’ recluso). Questo l’esito del dibattito odierno nell’Aula Giulio Cesare del Comune di Roma riunita in teleconferenza.

Inizialmente il Pd aveva presentato una mozione per chiedere al sindaco Raggi di attivarsi per conferire la cittadinanza onoraria a Zaki. “C’e’ preoccupazione per la mancanza di un processo trasparente in Egitto- aveva detto il capogruppo Dem Giulio Pelonzi- e che Zaki rimanga in una situazione di carcerazione preventiva a lungo. Secondo le ong con cui collaborava Zaki e’ stato anche sottoposto a torture. Quando i valori democratici, come la liberta’ di espressione, vengono messi in discussione le Istituzioni devono rispondere come Istituzioni e non come singole forze politiche”. Poco dopo l’intervento di Pelonzi, pero’, la mozione e’ stata “impallinata” dall’annuncio del voto di astensione della maggioranza del M5s e di Fdi. I pentastellati si sono astenuti, ha spiegato il consigliere Francesco Ardu, perche’ “pur condividendo motivazioni e opportunita’, abbiamo dubbi sull’istituto della cittadinanza onoraria. Ci chiediamo se per portare all’attenzione il suo caso la cittadinanza sia lo strumento giusto“. Motivazioni simili sono state quelle illustrate da Andrea De Priamo di Fdi: “Non partecipiamo in quanto non condividiamo lo strumento della cittadinanza”. Cosi’, poco prima della chiusura della seduta, e’ stato votato un emendamento dello stesso Pd per chiedere l’adesione del Comune all’iniziativa di ‘InOltre’. Proposta che ha ricevuto l’adesione all’unanimita’ dell’aula Giulio Cesare. La lettera che sara’ firmata e’ stata realizzata attraverso un ritratto disegnato con le parole del testo dell’appello per la liberazione di Zaki. La mozione approvata ha infine stabilito che lo stesso ritratto di Zaki sara’ esposto per 30 giorni in Campidoglio.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

3 Settembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»