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Il rumore sott’acqua fa male ai pesci: a Rimini una boa per scoprire quanto

Spiaggiamenti e morti tra la fauna marina dipendono anche dal rumore subacqueo: ora una boa al largo di Rimini lo mapperà per un anno
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BOLOGNA – Non sono solo le plastiche e le sostanze tossiche a rovinare il mare. Anche l’inquinamento acustico fa la sua parte, nel determinare spiaggiamenti e morti tra la fauna marina, in particolare tra i cetacei. Per questo, nell’ambito del progetto ‘Soundscape’ portato avanti da Italia e Croazia, finanziato dal fondo di sviluppo regionale europeo, al largo di Rimini (vicino alla piattaforma Azalea A in collaborazione con Eni) è stata installata sabato scorso, 29 febbraio, una boa che mapperà per circa un anno il rumore subacqueo nel mare Adriatico settentrionale.

ALTRE SETTE BOE IN ALTRI MARI

La mappatura, spiega Alice Pari della Fondazione Cetacea onlus, responsabile comunicazione del progetto ‘Soundscape’, avverrà attraverso i dati raccolti dalla boa riminese insieme alle altre sette previste dal progetto, posizionate in acque italiane, croate e internazionali, tutte dotate di idrofono per registrare sottacqua “i rumori di natura antropica”.

Proprio a Rimini a settembre è in programma un evento dove gli esperti europei di ‘Soundscape’ incontreranno “le autorità e la cittadinanza per presentare lo stato di avanzamento del progetto, fornire una prima valutazione dell’inquinamento acustico sottomarino secondo i dati raccolti e ragionare insieme sulle possibili misure di mitigazione del problema”.

RUMORE SOTT’ACQUA MOLTO PIU’ VELOCE

Non percepibile dall’orecchio umano, l’inquinamento acustico sottomarino “ha conseguenze sulla fauna marina”, perchè l’acqua permette una propagazione del suono quattro volte più velocemente rispetto all’aria, ovvero circa 1.500 metri al secondo, e secondo numerosi studi è responsabile di “morti e spiaggiamenti di diversi organismi marini, in particolar modo i cetacei“.





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