Caso Massaro, Giannone: “Nessuna ingerenza nel presentarmi nella Corte d’Appello”

Riceviamo e pubblichiamo la risposta alla replica di Giuseppe Apadula
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “È stato domandato a che titolo mi sono presentata nell’aula della Corte d’Appello di Roma dove si stava svolgendo l’udienza del caso di Laura Massaro. Ritengo opportuno fornire prima di tutto un breve ripasso sui compiti e le funzioni della Commissione bicamerale per la tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza, affinché non venga offuscato il ruolo di un’istituzione che rappresento con orgoglio e assoluta dedizione”. Così la deputata Veronica Giannone, segretaria della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, risponde in una lettera inviata alla redazione dell’agenzia Dire alla replica inviata da Giuseppe Apadula sul caso Massaro di cui ci siamo occupati.

LEGGI ANCHE: Caso Massaro, la replica di Giuseppe Apadula: “Bambino orfano di padre vivo”

“La Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza- ricorda Giannone- è stata istituita dalla legge 451/1997, con compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi ai diritti e allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva. Tra i compiti principali della Commissione, composta da deputati e senatori, c’è sia quello di chiedere informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da pubbliche amministrazioni e da organismi che si occupano di questioni attinenti ai diritti o allo sviluppo di bambini e ragazzi; sia quello di favorire lo scambio di informazioni e le sinergie con gli organismi e gli istituti operanti in Italia e all’estero e con le associazioni, le organizzazioni non governative e tutti gli altri soggetti operanti nell’ambito della tutela e della promozione dei diritti di minori, nonché dell’affido e dell’adozione”.

Continua la deputata: “Sono stata anche strumentalmente accusata, da pseudo giornalisti in cerca di visibilità, di aver cercato di influenzare in qualche modo i giudici d’appello con la mia presenza, solo per aver risposto alla richiesta di qualificarmi fatta dalla Presidente del Collegio. Assistere alle udienze penali e civili (artt. 471 ss C.P.P.; 127 ss C.P.C.) è consentito a chiunque, tranne nei casi in cui il Giudice disponga di procedere a porte chiuse, così come poi è accaduto nell’udienza in questione. Ma certamente non potevo esimermi dal presentarmi al Collegio prima di accomodarmi fuori. Non vedo alcun tentativo di ingerenza o di abuso di potere in questo. Tra l’altro vorrei ricordare che la giustizia è amministrata in nome del popolo, per cui a tutti i cittadini deve essere consentito il generale controllo su quello che accade nei tribunali, attraverso il principio giuridico della pubblicità delle udienze”. (

“Laura Massaro- spiega la deputata- si è rivolta a me in quanto Segretario della Commissione Infanzia. Come tante altre madri e padri che denunciano gravi abusi nel sistema degli affidi minorili. Dopo aver visionato, anche con l’ausilio di consulenti legali, tutta la documentazione relativa a ciò che lamentava, ho deciso di aiutare la signora Laura attraverso gli strumenti che ho a disposizione come Deputata della Repubblica. Ogni interrogazione, interpellanza, mozione, segue un iter interno previsto dal regolamento della Camera, esiste un sindacato ispettivo che controlla, parola per parola, se ciò che viene riportato da noi deputati corrisponde alla verità documentale allegata”. Prosegue ancora: “A fronte di tutto questo lavoro di approfondimento, ho sostenuto, e sostengo anche oggi, semplicemente una madre nella sua battaglia per proteggere il figlio. Un bambino di soli dieci anni che vuole rimanere a casa con la sua mamma e non andare da un padre di cui ha paura. Padre che non disdegna di chiedere per il figlio, tanto amato, il ricovero in casa famiglia pur di non farlo stare con la madre. Padre che non si fa problemi nel prestare il consenso per fare prelevare il figlio, sempre tanto amato, da un ambulanza in piena notte, pur di non farlo stare con la madre. Il mio esclusivo interesse- conclude Veronica Giannone, segretaria Commissione Bicamerale per la tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenzaè quello di tutelare i minori così come mi è consentito dal ruolo istituzionale che ricopro. Pertanto non sono più tollerabili insulti e insinuazioni di alcun genere. Ogni mio intervento o presa di posizione non è casuale, ma accuratamente studiato a garanzia di giustizia e verità”. 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

2 Luglio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»