Coronavirus, Capecchi: “Serve banda ultralarga, governo acceleri”

Riccardo Capecchi, manager ed ex segretario generale dell'Agcom, intervistato dal direttore della Dire via Skype, rivolge un appello al governo
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ROMA – “La banda ultralarga doveva gia’ essere operativa nel 2020 ma questo obiettivo e’ stato mancato, adesso e’ arrivato il momento di accelerare”. Riccardo Capecchi, manager ed ex segretario generale dell’Agcom, intervistato dal direttore della Dire via Skype, rivolge un appello al governo perche’ la rete possa diventare piu’ efficiente e capace in futuro di reggere allo smart working, soprattutto se questa tendenza dovesse diventare strutturale.

“Siamo in una situazione eccezionale”, sottolinea, e’ il momento di fare di piu’. Capecchi e’ protagonista di una petizione inviata al premier e ai ministri competenti: “Una provocazione”, la definisce.

“Il nostro paese ha lavorato molto negli ultimi anni per creare una rete ad alta capacita’ e velocita’, pero’ alcune aree del paese ancora non sono coperte”. Quindi, occorre dare una accelerata a questo processo.

Quello che Capecchi individua come un freno e’ “paradossalmente” la competizione tra operatori. Percio’ fa appello affinche’ il sistema pubblico possa guidare “un meccanismo cooperativo che garantisca ai soggetti in campo di trovare una linea comune per non duplicare gli sforzi infrastrutturali, creando una condivisione tecnologica che consenta all’Italia di avere una unica rete efficiente, pronta e disponibile in tutto il territorio nazionale”. Tutti, spiega, “devono poter avere la fibra a casa”.

Capecchi, infine, ricorda anche che una norma del Cura Italia “richiama tutti gli operatori a fornire il massimo livello di servizio per assicurare un livello di connettivita’ piu’ ampia, possiamo partire da qui”, conclude.

Quali sono i problemi dell’Inps che ieri ha visto il proprio sito andare in tilt per le richieste di lavoratori? “C’e’ un tema di capacita’ della rete, la Consip ha bandito una grande gara nazionale per la costruzione del cloud e questo semplifichera’ molto la tenuta delle strutture, poi c’e’ un tema di sicurezza e gestione dei dati che devono essere criptati nel modo piu’ sicuro possibile”. Cosi’ Riccardo Capecchi, manager ed ex segretario generale dell’Agcom, risponde alle domande del direttore della Dire in una intervista via Skype.

Comunque, “in generale e’ chiaro che va fatto uno sforzo complessivo”. Proprio a questo proposito Capecchi vuole “ricordare un lavoro che sta facendo l’Agcom partendo dal decreto Cura Italia e su iniziativa del commissario Nicita”.

L’Autorithy ha avviato “una serie di tavoli permanenti in favore di consumatori e operatori per dirimere ogni tipo di controversia e consentire appunto, che in una logica cooperativa, si realizzino quelle evoluzioni che magari saremmo stati in grado di aspettare che si realizzassero in un tempo normale di settimane o mesi mentre adesso le vorremmo in ore o in minuti”, aggiunge Capecchi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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