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Coronavirus, 48 ore per il prossimo dpcm. Regioni divise sul lockdown

MINISTERO DELLA SALUTE. INCONTRO PER EMERGENZA CORONAVIRUS
Il governo al lavoro su due orizzonti per prendere decisioni a livello nazionale e regionale
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ROMA – “In queste 48 ore costruiamo insieme il dpcm su due orizzonti: – misure nazionali – misure territoriali”. Questa, a quanto si apprende, la linea suggerita dal ministro della Salute Roberto Speranza, al vertice di stamattina del governo con le Regioni per combattere l’impennata di contagi del Coronavirus.

“Sul primo punto e’ vigente ultimo dpcm- avrebbe spiegato Speranza- possiamo anche alzare asticella nazionale su alcuni punti condivisi e su alcuni territori alziamo i livelli di intervento”.

Il ministro della Salute ha poi ribadito l’ineluttabilita’ di ulteriori misure restrittive, citando l’Europa dove “la convivenza col virus senza misure restrittive non sta reggendo, in lockdown sono arrivati Francia e Gran Bretagna, con ottimi sevizi sanitari, si sono aggiunti anche Belgio, Austria e Portogallo”.

E poi l’appello a tutti per “rafforzare insieme questo racconto anche davanti al Paese, abbiamo una disponibilita’ di terapia intensiva maggiore di marzo e non abbiamo necessita’ di rincorrere materiali in giro per il mondo ma dobbiamo oggi abbassare la curva dei contagi”.

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Il presidente delle Regioni, Stefano Bonaccini, sostenuto dai governatori del Pd Enzo De Luca e Michele Emiliano, ha chiesto al governo “misure nazionali perche’ la situazione e’ diffusa in tutto il Paese”. Meglio qualche misura piu’ restrittiva “oggi per evitare di intervenire ogni settimana”, ha detto al tavolo con l’esecutivo sull’emergenza Covid, secondo quanto si apprende. Bonaccini vuole il blocco della circolazione alle 18 e centri commerciali chiusi il fine settimana. Sulla stessa linea Eugenio Giani della Toscana ed Emiliano che resta dell’idea di fermare la didattica in presenza a scuola.

Sul punto arriva la stoccata di De Luca contro la ministra Lucia Azzolina: “Sconcertante che sulla scuola si facciano dichiarazioni ideologiche scollegate da dati scientifici”. Il governatore della Campania e’ poi contrario alle chiusure locali: “La logica dei singoli territori non ha senso perche’ l’epidemia e’ diffusa e le differenze dei territori hanno un ritardo di tre giorni”, ha affermato.

E’ contrario al lockdown generalizzato Luca Zaia: “Non sostenibile e non serve, in Veneto la maggior parte sono asintomatici e la sanita’ e’ assolutamente sotto controllo. Bene le misure nazionali, decidiamole insieme e chi lo ritiene aggiunga restrizioni. Dobbiamo fare squadra ed essere uniti tra noi e il governo, e’ intollerabile che i virologi dicano tutto e il contrario di tutto in tv”.

Stallo sulle limitazioni per gli spostamenti tra le regioni. Comuni e Province hanno invitato il governo a fare una riflessione sulle zone di confine e sul rischio assembramenti sui treni per chi deve andare al lavoro.

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