Mercatone Uno, Inps paga il Tfr (ma non a Bologna e Imola)

L'Inps ha cominciato a pagare il Tfr ai lavoratori del Mercatone Uno in Italia, ma a Imola e Bologna è tutto fermo. I sindacati cercheranno di capire perchè
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – L’Inps ha sbloccato il pagamento del Tfr per i dipendenti di Mercatone Uno: una boccata d’ossigeno per le finanze del personale dato anche il fatto che la cassa integrazione straordinaria viene erogata con tempi non brevi. Ma non dappertutto. Da questo ‘aiuto’ restano per ora tagliati fuori i dipendenti Mercatone di Imola (dove c’è la sede storica dell’azienda) e di Bologna, in tutto poco meno di 200 lavoratori. Si sono infatti sentiti rispondere dalle sedi locali dell’Istituto di previdenza che, per ragioni tecniche, il Tfr verrà loro liquidato tra settembre e ottobre. E, ovviamente, non l’hanno presa bene. Come pure i sindacati che stanno alzando la pressione per capire come mai solo Bologna e Imola restino “un’isola infelice da questo punto di vista. Altrove l’Inps sta pagando il Tfr, qui invece è tutto fermo e i lavoratori sono parecchio preoccupati perchè quella somma li avrebbe aiutati non poco”, racconta Silvia Balestri della Fisascat-Cisl metropolitana.

Più di un dipendente di Mercatone ha bussato agli uffici dell’Inps e chiesto informazioni “a Bologna e a Imola. A Imola li hanno dirottati su Bologna e qui tutti si sentono rispondere che che per tempi tecnici dovuti alla lavorazione delle pratiche e per ragioni organizzative interne il pagamento avverrebbe o sarà effettivo tra settembre e ottobre. Questo li ha gettati nel panico. Ricordo- dice Balestri- che la cigs è pagata a 60 giorni, quindi li Tfr è un aiuto fondamentale per dare ossigeno a questi lavoratori” .

 

Insomma, in altre regioni i dipendenti di Mercatone hanno già ricevuto il Tfr anticipato dall’Inps a Bologna e Imola no, “per questo stiamo predisponendo una lettera al direttore dell’Inps locale e una richiesta di incontro per capire perchè questo territorio debba rimanere come un Panda, un caso isolato ma in negativo”, spiega Balestri. La sollecitazione partirà anche all’indirizzo della politica e delle istituzioni. “Ricordo che tra i dipendenti di Mercatone ci sono lavoratori monoreddito o casi di nuclei familiari in cui entrambi gli adulti lavorano a Mercatone: restare senza Tfr, mentre altrove viene sbloccato, rischia davvero di complicare loro le cose e non poco”, sottolinea la sindacalista della Fisascat-Cisl.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

1 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»