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Minori, Meluzzi: “La bigenitorialità è di fameliche cooperative che lucrano”

alessandro meluzzi
Lo psichiatra: "Padri collusi con poteri pubblici strappano figli per darli al manicomio dell'istituzione. È una piovra"
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ROMA – “Violenza istituzionale”, “piovra”, “apparato statale affaristico”, “collusione di padri con servizi sociali” sono alcune delle parole ricorrenti che lo psichiatra Alessandro Meluzzi ha utilizzato nel corso della sua intervista all’agenzia Dire sui casi delle mamme ‘coraggio’, inchiesta della testata, quelle donne che accusate di alienazione parentale perdono i loro figli e finiscono sotto la lente di CTU e servizi sociali.

“Si è creato un clima culturale e psicologico per cui di fronte alla criticità di un’ideale bigenitorialità sancita dalla legge la resistenza delle madri a subire aggressioni di ogni genere è diventata l’occasione per una super alienazione parentale- ha spiegato lo psichiatra- ovvero per togliere i bambini alle madri e consegnarli a cooperative, case famiglia, o a famiglie affidatarie. Un apparato che somiglia a una piovra e i cui colossali interessi hanno fatto sì che laddove non si possa realizzare una perfetta bigenitorialità è meglio strappare i figli alle madri per affidarli al manicomio dell’istituzione, a una costosa cooperativa o al mercato delle adozioni. Le madri sono diventate colpevoli di voler resistere in nome dell’attaccamento naturale, dei legami parentali”.

Chi sono questi padri? “Spesso sono dei maschi che con grande egoismo hanno pensato di voler far valere i propri risentimenti nei confronti delle ex compagne, anche al prezzo di strappare loro i figli in nome della presunta alienazione parentale, in perfetta connivenza, come non dovrebbe essere per un buon padre, con un apparato statale-affaristico che ho chiamato piovra“.

“Le donne diventano le vittime perchè depositarie dell’immenso valore naturale, fisico e metafisico della loro maternità, ma anche del maternage verso i bambini. Ma lasciati alle madri i bambini non sono quel colossale business come invece sono se affidati alla casa famiglia, al luogo neutro, al servizio sociale. Spesso queste donne sono mamme del tutto normali- ha detto lo psichiatra che moltissimi di questi casi ha seguito da vicino- sono donne che hanno posto fine a un rapporto, che magari si sono anche adattate alle norme previste dal giudice, ma mentre veniamo da una fase storica nella quale sull’onda del femminismo, del ’68, le mamme avevano sempre ragione ora hanno quasi sempre torto anche perchè è scattata una silenziosa implicita collusione tra padri e servizi sociali. Le madri- ha spiegato- esprimono i desideri e la soggettività di questi bambini e bambine, questi padri assenti e rivendicativi si presentano al potere statuale con atteggiamento legittimistico e di totale acquiescenza ad un potere che ha come finalità non quella di valorizzare la loro paternità, ma di affidare appena possibile quei figli al braccio secolare della cooperativa e del servizio sociale”.

Sulla bigenitorialità lo psichiatra ha detto senza mezzi termini: “La bigenitorialità non basata su amore e saggezza, ma su interessi inconfessabili, è quell’Italia di grandi ideali ma di fameliche cooperative e comunità che lucrano. C’è un desiderio culturale latente di distruzione della famiglia naturale. Se non c’è una coppia di genitori acculturati, borghesi e amici la prima cosa sarà provare a sottrarre il minore“.

Quanto alle archiviazioni di denunce, secondo Meluzzi, “ormai è scattato un assioma per cui se la donna denuncia per abuso un padre le sue parole sono considerate false. Il rischio è di essere considerata una mentitrice strumentale e l’archiviazione fatta con superficialità dà luogo a togliere quel bambino, è un’arma contro la madre“.


Sul diritto alla bigenitorialità e la violenza lo psichiatra Meluzzi non ha dubbi: “Un uomo violento non può assolutamente essere un buon padre. Può reimparare ad essere padre se curato, assistito, e formato psicologicamente ma, cosi come è, resta un cattivo padre e utilizzerà il suo potere per colpire con violenza istituzionale quella madre con la quale ha generato un figlio”.

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