Murales Salvini-Di Maio, Tvboy: “Sorpresi dalla rimozione veloce”

ROMA – Quanto conta il contesto: “Non era la prima volta che come collettivo abbiamo ‘esposto’ un nostro lavoro a Roma e questo scalpore non c’era mai stato. Questa volta invece ci ha colpito la velocità di questa rimozione“. Tvboy è un collettivo internazionale di artisti, con base studio a Barcellona. In questi giorni si sta parlando moltissimo degli ultimi lavori che hanno realizzato a Roma, a ridosso della votazione per i presidenti delle Camere: il bacio tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, una affettuosa Giorgia Meloni con un bimbo di colore e Francesco Totti nei panni di San Francesco. In una intervista all’agenzia Dire, sono tornati sullo scalpore suscitato nei giorni scorsi a Roma: “La rimozione è stata velocissima, la colla non si era neanche asciugata… Non è la prima volta che come collettivo siamo a Roma, di solito non c’è questo scalpore mediatico”, spiegano ricordando il caso del “bacio tra il Papa e Trump l’anno scorso”. Se scalpore c’è stato, sicuramente “più negli Stati Uniti che in Italia”.

La rimozione, la ‘censura’ di un opera non è mai una cosa da commentare con un sorriso, eppure una interpretazione tutto sommato positiva c’è: “C’è stupore per il successo dell’opera– spiegano- Evidentemente quando la proibisci diventa più interessante, a volte la censura ha un effetto contrario, l’idea sopravvive e poi oggi con i cellulari, i social media, un’opera continua a vivere…”.

Il bacio ‘ambiguo’ tra Salvini e Di Maio

Il bacio tra Salvini e Di Maio “è l’icona di un momento storico. È importante perché un’opera abbia successo, la scelta del luogo” e per questo ne è stato scelto “uno vicino al Parlamento. Andava fatto prima, ma non troppo. Volevamo farlo la notte prima della votazione dei presidenti delle Camere. Sapevamo che loro due erano le personalità di spicco. È un bacio ambiguo, impossibile e possibile, fortuna che sia diventato possibile. E la fortuna aiuta gli audaci. Non puoi decidere prima se un fatto ci sarà o meno e alla fine per fortuna è successo. Una forma di bacio c’è stata”.

Ma resta il dubbio se quello tra Salvini e Di Maio “sia stato o no l’ultimo bacio o il primo di una serie di baci”. È importante, per Tvboy, “giocare con l’ambiguità. E non era una offesa agli omosessuali come ha detto qualcuno. Per noi sono importanti le varie interpretazioni, perché quello che un artista deve fare è porre una domanda, un quesito. Non vogliamo fare politica o propaganda”.

Meloni con il bambino, “mi ricorda la Madonna con Gesù”

Detto di Salvini e Di Maio, quello con Meloni protagonista è stata “una seconda versione di un’opera fatta a Milano di Salvini con un bimbo in braccio. Riflessione era che l’immigrazione è un argomento serio, da affrontare seriamente. Quando sei di fronte a un bambino che ha bisogno di aiuti e muore di fame, che fai? Devi intervenire, che tu sia di sinistra o di destra” e Meloni con il bambino “la trovo poetica, mi ricorda la Madonna con Gesù bambino”.

Totti in versione San Francesco

E poi quello di Francesco Totti: “Mi ha stupito la sua rimozione. Ne avevamo già fatto un altro ma fu tolto a distanza di tempo. Questo è stato tolto velocemente, evidentemente è stato dato l’ordine di rimuovere tutto. Eppure a Roma Totti è molto amato”.

Eppure Roma è tutto tranne che una città chiusa: “Sono rimasti altri due lavori in centro a Roma, su Raggi in versione Wonder Woman e quello di Papa Francesco. Mi chiedo se non sono stati scoperti (e parte un sorriso, ndr) o forse perché non sono visti come troppo polemici”. E comunque “pensavamo fosse più polemico il bacio Berlusconi-Renzi fatto a Milano che quello Salvini-Di Maio a Roma…”.

Le opere del collettivo Tvboy a Barcellona

Il collettivo Tvboy ha sede a Barcellona. E proprio qui ci sono alcune delle opere che più l’hanno reso famoso, come il bacio tra Messi e Cristiano Ronaldo e quello di Messi ‘Santo’: “Tutto è stato recepito bene. Il Barcellona stesso è andato a realizzare un filmato, c’è una forma di adorazione e di rispetto. Dipende da fattori, ci sono città più aperte e altre meno. E ci sono pure due diritti, quello dell’artista, quello intellettuale, e quello del proprietario della parete. Se lui non vuole…”.

26 Marzo 2018
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