Sud Sudan, 10 anni esentasse per le multinazionali del petrolio

Juba vuole attirare investimenti scommettendo sulla pace

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ROMA – Dieci anni esentasse: e’ l’offerta che il governo del Sud Sudan sta presentando in questi giorni alle multinazionali petrolifere nel tentativo di favorire una ripresa degli investimenti dopo quasi cinque anni di conflitto civile.
L’occasione e’ l’Africa Oil & Power Conference, un incontro al quale stanno partecipando circa 400 manager e imprenditori. Il petrolio e’ la prima risorsa del Sud Sudan. Appena due anni dopo la proclamazione dell’indipendenza da Khartoum nel 2011, pero’, l’inizio di un conflitto armato ha bloccato completamente l’estrazione di greggio. Il governo ha stimato che la perdita economica e’ stata finora di almeno quattro miliardi di dollari.

Quest’anno, prima ancora della firma dell’accordo di pace tra il presidente Salva Kiir e il capo ribelle Riek Machar, e’ stata sottoscritta un’intesa con la societa’ russa Zarubezhneft per prospezioni in dieci “blocchi”. Gia’ titolari di concessioni sono invece la cinese China National Petroleum Corporation (Cnpc), l’indiana Oil and Natural Gas Corporation (Ongc) e la malese Petronas.

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23 Novembre 2018
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