Autostrade, Zaia: “Nazionalizzazione sarebbe bagno di sangue”

ROMA – “La loro idea non mi convince per nulla. Penso che sarebbe un bagno di sangue per la collettività. Finché resteranno le regole attuali, lo Stato sarà sempre destinato a perdere nel confronto con i privati”. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in un’intervista alla Stampa boccia l’idea di riportare alla gestione dello Stato le Autostrade, idea sostenuta da M5S dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

“Se c’è da realizzare un’infrastruttura, i privati fanno sempre più in fretta perché loro possono permettersi di pagare i migliori ingegneri, i migliori manager- dice Zaia- E la tragedia di Genova rischia di rendere ancora più profondo questo gap. Qui rischiamo la paralisi. Perché chi glielo va a dire, a un funzionario pubblico che guadagna 1.500 euro al mese, di prendersi certe responsabilità, tipo firma e decidi?”.

Se in Italia si sono fatte le privatizzazioni “è perché la gestione pubblica aveva creato una voragine paurosa, con annessi e connessi di tipo penale- prosegue- Fu una scelta senza alternative. Semmai lo sbaglio fu allora quello di non avere mantenuto, nelle società privatizzate, una quota pubblica. Cioè qualcuno che agisse come ‘Catone il censore’ a garanzia della collettività”.

E allora “cambiamo pure noi le regole, rendiamo lo Stato in grado di competere sul piano della rapidità, poi parliamone- prosegue il presidente della Regione Veneto- In maniera pragmatica, però; senza limitarci agli spot propagandistici”, come “sostenere che dovunque c’è un cantiere c’è un ladro, o che occorre continuamente azzerare tutto”.

Insomma, “con tutto il rispetto e il profondo dispiacere per le vittime, che reclamano giustizia, ogni considerazione va fatta con la mente lucida”, avverte Zaia.

22 agosto 2018
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