Stadio della Roma, la giunta riferisce in aula: “Abbiamo ampliato l’interesse pubblico”

La seduta è stata riaperta dopo la sospensione a causa delle proteste dell'opposizione, con la sindaca Virginia Raggi che è arrivata in Aula e interverrà in conclusione della discussione generale.
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ROMA – “A differenza di quello che dice qualcuno, l’interesse pubblico non è stato assolutamente ridotto ma è stato ampliato, perché è stato ampliato il quadro di riferimento in cui si svolge il progetto: non più solo le aree del progetto, ma ne beneficeranno tutti i cittadini del quadrante tra Roma, Tor di Valle e Ostia e chi arriva in città da Fiumicino e Civitavecchia”. Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori, in apertura della seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina sul progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle.

La seduta è stata riaperta dopo la sospensione a causa delle proteste dell’opposizione, con la sindaca Virginia Raggi che è arrivata in Aula e interverrà in conclusione della discussione generale.

Tra le esigenze emerse, ha spiegato Montuori, “è stata prioritaria la necessità di limitare l’impatto dell’intervento nella zona e di rivedere le quantità di superfici private edificabili nell’ottica di un maggiore equilibrio tra destinazioni sportive e aree dedicate ad attività direzionali e commerciali. In questo modo è stato possibile riequilibrare quella che ritenevamo una forzatura evidente riguardo alla realizzazione di opere in un’area in cui l’edificabilità veniva più che triplicata rispetto alle previsioni del Piano regolatore”.

Secondo Montuori “nella precedente delibera c’era poca chiarezza intorno all’obiettivo principale, quello di portare almeno metà dei tifosi allo stadio con i mezzi pubblici, quindi nella 32 non abbiamo fatto altro che recepire le soluzioni già indicate da uffici ed enti pubblici che forse alcuni avrebbero dovuto già leggere prima. Abbiamo reso le previsioni edificatorie più funzionali alla struttura, non poteva essere uno stadio con un business park intorno, ma innanzitutto uno stadio”.

Per l’assessore “le opere pubbliche oggi sono più ampie, necessarie e vere rispetto alle precedenti, riteniamo che il nuovo equilibrio raggiunto realizzi un quadro di sostenibilità generale del progetto, riducendo l’impatto edificatorio e riducendo del 50% il business park, che vuol dire ridurre del 50% il passaggio di persone ogni giorno dall’ansa di Tor di Valle”.

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STADIO ROMA. MELEO: POLITECNICO HA CONFERMATO VALIDITÀ MOBILITÀ SOSTENIBILE PROGETTO

“Lo studio del Politecnico di Torino ha confermato la validità e l’accuratezza degli atti che sono stati posti in essere da Roma Capitale e poi analizzati dalla conferenza dei servizi. L’Ateneo ha apprezzato il lavoro fatto da Roma attraverso il Pums. Lo studio è stato oggetto di tutta una serie di polemiche a mio avviso sterili ed inutili. Il nostro interesse non è di realizzare infrastrutture che attirino nuova domanda di mobilità privata e nuove automobili, a prescindere dal tema stadio, ci interessa invece una mobilità che trasferisca i soggetti a muoversi attraverso i mezzi della mobilità sostenibile”. Lo ha detto l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Linda Meleo, intervenendo durante la seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina sul progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle.

“È evidente che l’attenzione dello studio è stata posta anche sulla Roma-Lido e la lina Fl1 che ovviamente insistono sullo stadio- ha sottolineato Meleo- Sulla Roma-Lido sono in corso cose positive per risolvere problemi cronici presenti da decenni grazie ai 180 milioni che il Cipe ha dato alla Regione Lazio nel 2016 per riammodernare l’intera linea, e non solo il tratto che ci serve per lo stadio. Inoltre è in fase di indizione la gara per l’acquisto dei treni. Noi con Atac stiamo lavorando al miglioramento del servizio in attesa di questi interventi che servono la città, ripeto, a prescindere dallo stadio. Discorso analogo sulla stazione della Fl1, dove ci siamo già mossi a prescindere dallo stadio con un accordo che abbiamo fermato con RfI per lo sviluppo del trasporto su ferro a Roma”.

Questo studio, ha concluso l’assessore, “è stato uno strumento in più che ci ha consentito di ribadire la validità di atti che noi sapevamo già avere un sostegno sotto il profilo tecnico. Credo dunque ci siano tutti i presupposti per continuare questo percorso che porterà alla città non solo una nuova opera con importanti fini di interesse pubblico, ma sarà l’occasione per accelerare delle attività che sarebbe dovute essere già fatte e che porteranno vantaggi non soltanto al quadrante, ma a tutta la città”.

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21 Febbraio 2019
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