Scienza e gap di genere? Insegnarla sin da infanzia e con metodi nuovi

Il lavoro della ricerca scientifica non ha orari. E il punto più alto della carriera universitaria arriva proprio quando è il momento di fare un figlio. Una tavola rotonda alla Dire per parlare di donne, scienza e università
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “I Dipartimenti di fisica contano solo un 20% donne, che diventano il 10% se sono docenti; un 35% di dottorande e un 30% di studentesse”. Sono i numeri con cui la giornalista Sandra Zampa ha aperto la tavola rotonda che si è tenuta questo pomeriggio nella sede dell’agenzia Dire, a Roma, sul rapporto tra pensiero di genere e donne, con una provocazione: se la scienza abbia bisogno delle donne. “Il lavoro della ricerca scientifica non ha orari. E’ un tempo opportuno e non cronologico, quindi i maggiori ostacoli, piu’ che pregiudizi, si incontrano quando si ha un progetto di vita completo che richiede anche un lavoro di cura, e questo riguarda le donne come gli uomini che se ne occupano”.

E’ questa una delle difficoltà piu’ grandi secondo Marilu’ Chiofalo, Phd in fisica e docente all’Università di Pisa, che ha anche sottolineato come la “massima produttività della carriera universitaria e di ricerca arrivi intorno ai 30/40 anni, proprio in coincidenza di quella riproduttiva”. C’è una questione di stereotipi culturali che iniziano fin dall’infanzia, ma c’è anche un tema di governance e di potere nelle università e nei dipartimenti su cui tanto lavoro c’è ancora da fare secondo Anna Loretoni, professoressa di filosofia politica presso la Scuola di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa.

“Il pensiero di genere e la presenza delle donne puo’ cambiare e orientare diversamente le agende di ricerca”. E’ questa in fin dei conti la risposta alla domanda della tavola rotonda DireDonne moderata da Sandra Zampa. “Un esempio tra tanti- che ha citato Anna Loretoni, riferendosi alle scienze sociali- e’ dato dall’apporto del ‘simbolico’ che il pensiero delle donne puo’ dare alla ricerca, o ancora, l’abbandono della prospettiva economicistica marxiana”.

La competenza, soprattutto nella scienza sperimentale che è il terreno dei fatti, è proprio la ragione per cui “non si possono avere discriminazioni”. E a proposito di competenza è la deputata Chiara Braga, urbanista e membro della Commissione ambiente, a spiegare come recuperarla sia importante anche in politica “per le donne” e per le loro battaglie.

“Basta pensare alle tante donne- ha detto Braga- impegnate per l’emergenza clima, molte nel Continente africano dove si pagano in modo tangibile le emergenze di cui tutti sappiamo o all’ultimo sciopero per il pianeta Terra in occasione del quale i giovani si sono presentati- ha ricordato la parlamentare, commentando un cartello tra i tanti che hanno sfilato nelle strade- come portavoce degli scienziati”. Eppure “le adolescenti hanno spesso performance peggiori dei maschi nelle scienze sperimentali” ha sottolineato Marilu’ Chiofalo, e per abbattere gli stereotipi e le cosiddette “scelte adattive”, che sono riflessi di modelli ormai assimilati, piu’ che scelte vere e proprie, ha lanciato una sfida al mondo dell’istruzione, sin dalla scuola dell’infanzia.

La fisica si insegna in adolescenza, ed è già troppo tardi. La scienza è creatività, linguaggio, sperimentazione e chi meglio dei bambini puo’ farlo. Ma serve anche un nuovo modo di insegnarla che faccia cogliere la sua utilità sociale, perchè le donne hanno la capacità di connettere temi e questioni diverse. Accade in Norvegia, ma anche in India e in Giordania che le ragazze negli studi scientifici siano piu’ brave dei maschi. Bisogna trovare il modo- ha concluso- di non perdere cervelli”.

LORETONI (SANT’ANNA PISA): SERVE UNA LEGGE GOLFO-MOSCA PER CDA UNIVERSITA’

“Serve una legge Golfo-Mosca per i Cda delle Università”. E’ la proposta che la professoressa e filosofa del Sant’Anna di Pisa, Anna Loretoni, ha lanciato in occasione della tavola rotonda, moderata dalla giornalista Sandra Zampa, che si è tenuta a Roma all’agenzia Dire sul rapporto tra scienza e donne alla presenza della parlamentare Chiara Braga e della fisica e docente Marilu’ Chiofalo.

“Mancano donne nei ruoli di governo- ha denunciato Loretoni- e bisogna intraprendere azioni correttive”. Se una puo’ essere quella di una legge simile a quella applicata per i cda delle imprese, che “peraltro ha una scadenza- ha ricordato la filosofa- e un’altra puo’ essere quella delle premialità previste dai progetti europei laddove si affrontino questioni di genere”.

“Spesso tante donne rifiutano il principio delle quote- ha ricordato la parlamentare Chiara Braga- e invece dovrebbero sostenerle perchè sono strumenti che liberano”.

Riguarda la diretta della tavola rotonda:

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

20 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»