Gradara ‘dell’amore impossibile’ è il borgo dei borghi

ANCONA – Sorge tra le Marche e l’Emilia Romagna il borgo più bello d’Italia. Gradara, teatro nell’immaginario collettivo dell’amore “impossibile” di Paolo e Francesca narrato da Dante nella Divina Commedia, da un paio di settimane è diventata anche la cittadina più ammirata del Belpaese. Questo grazie alla trasmissione “Kilimangiaro” che, dopo Venzone (Friuli Venezia Giulia) nel 2017, quest’anno ha premiato Gradara come “Il borgo dei borghi”.

VOTATA DA CASA E DAGLI ESPERTI

Il piccolo Comune marchigiano, un fazzoletto di meno di 18 chilometri quadrati di superficie in provincia di Pesaro Urbino, ha battuto la concorrenza di altre 20 località: una per Regione. Da Stintino (Sardegna) a Castroreale (Sicilia), fino a Bobbio (Emilia Romagna), Vigo di Fassa (Trentino Alto Adige), San Giorgio di Valpolicella (Veneto) e tanti altri. Il borgo vincitore, annunciato nel corso di una prima serata su Rai 3 condotta da Camila Raznovich seguita da oltre un milione e mezzo di persone, è stato decretato dalla somma dei voti espressi on line dal pubblico sul sito web del Kilimangiaro e da una giuria di esperti composta dalla chef stellata Cristina Bowermann, dallo storico dell’arte Philippe Daverio e dal geologo Mario Tozzi. 

DA ANNI IL PAESE LAVORA SUL TURISMO

Il coronamento di un percorso che parte da lontano. “È proprio così- spiega il 39enne sindaco Filippo Gasperi, eletto nel 2016-. Un percorso iniziato con i miei predecessori: prima Micucci e poi con Foronchi. Sono loro che hanno avviato un progetto di valorizzazione della rete turistica locale ed hanno avviato la fase di adesione a reti turistiche d’eccellenza come la ‘Bandiera arancione‘ (Touring club) e ‘Borghi più belli‘ (riconoscimento Anci). Un lavoro che abbiamo proseguito cercando di rendere Gradara ancora più attraente e di puntare ulteriormente sull’aumento dell’offerta turistica e delle manifestazioni. Il binomio eccellenze del territorio ed eccellenze produttive rappresenta poi per Gradara un valore aggiunto enorme”.

A PASQUETTA BOOM DI VISITE ALLA ROCCA

Ed i numeri sono davvero impressionanti. Con 220mila ingressi la Rocca di Gradara è il primo sito culturale delle Marche per numero di visitatori. Batte anche il vicino palazzo Ducale di Urbino. “A Pasquetta siamo stati ‘invasi’ tanto che abbiamo nuovamente constatato che i parcheggi sono pochi ed è per questo che stiamo lavorando ad un progetto di terminal per autobus, ai piedi del borgo, dove prevedere area camper, parcheggi per autobus e per auto oltre ad attività commerciali- continua Gasperi-. Per gli 800 metri che separano l’area dal borgo inizialmente pensiamo a un bus navetta ma andando avanti vorremo introdurre sistemi più innovativi: trenini elettrici o, perché no, una funivia“.

LA CAPITALE DELL’AMORE

Al di là della bellezza della Rocca e del borgo, Gradara deve tanto al ‘brand’ Paolo e Francesca. “Siamo in sostanza la capitale dell’amore e del romanticismo- continua Gasperi-. Ma per il futuro vorremmo anche mettere in luce la figura di Francesca da Rimini come personaggio importante nella storia della emancipazione femminile. E poi nei prossimi mesi vogliamo inaugurare la scalinata dell’Amore dedicata a Elio Fiorucci, proprio appena fuori dal borgo“. Già perché, particolare che forse in pochi sanno, lo stilista milanese fu un grande amico del borgo più bello d’Italia. Per lui venne organizzata una grande mostra, in occasione del quarantennale di attività, presentata a La Triennale di Milano nei giorni del Fuorisalone e al Gran Premio della MotoGP del Mugello, una sfilata di moda e una lectio magistralis agli studenti della Scuola di Moda di Urbino. L’uomo che lo portò a Gradara fu il presidente di Gradara Innova, la società partecipata del Comune che valorizza la promozione culturale e turistica del borgo, Andrea De Crescentini.

IL TRIBUTO A ELIO FIORUCCI

“Dobbiamo tanto a Elio Fiorucci- afferma De Crescentini- colui che ha reinventato la moda e l’ha resa pop a livello mondiale, ha creato il fashion jeans nel 1972, il jeans stretch nel 1981 e ha portato le contaminazioni con arte, musica e design nei sui negozi sparsi per il mondo. Elio Fiorucci aveva accettato di fare a Gradara la sua mostra, proprio perché si era innamorato di questo luogo magico. Dedicare la scalinata a Elio Fiorucci è stato un modo per celebrare questo genio assoluto, che ha rivoluzionato con le sue idee, amore e gentilezza la moda e il costume di tante generazioni.

La ‘Scalinata dell’Amore Elio Fiorucci’ diventerà, entro qualche mese, un’opera d’arte su progetto del celebre architetto Alessandro Mendini, ispirata ai disegni dello stilista e naturalmente al tema dell’amore”.

Si tratta di “un’opera imponente (52 gradini distribuiti su 60×4 metri) in ceramica, che sarà realizzata da Mapei, Assoposa, EdilCeramiche di Misano Adriatico e vedrà l’intervento dei Maestri piastrellisti provenienti da tutta Italia. Gradara è la prima in Italia a rendere omaggio a Elio Fiorucci– spiega De Crescentini-. Si tratta di un intervento importante senza precedenti che arricchirà il patrimonio storico e culturale di Gradara e la farà conoscere ancora di più, anche nel mondo”.

IL FASCINO DELLA ‘TERRA DI MEZZO’

Ma forse al di là del mito di Paolo e Francesca, della sua imponente Rocca, del legame con grandi personaggi, il segreto di Gradara è anche quel suo essere terra di mezzo. Sulla collina. Tra il mare e la montagna. Al confine. Tra le Marche e l’Emilia Romagna. “I turisti che vengono qui osservano come il borgo sia ben mantenuto e ben pulito- spiega Loris, titolare della Stuzzicheria del Borgo-. Rimangono tutti molto stupiti. Gradara ha una posizione invidiata che la agevola tantissimo. La Rocca si vede dall’Autostrada e molti vedendola si fermano in città per curiosità. Poi vengono qui e restano piacevolmente sorpresi. La vicinanza a zone turistiche come Cattolica, Rimini, Riccione agevola il grande afflusso. L’amministrazione? Sta lavorando bene. In continuità con le precedenti. C’è un sindaco giovane molto attento alle esigenze delle attività economiche. Non a caso a Gradara ci sono molti esercenti giovani”.

16 aprile 2018
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