‘Libri Come’, all’Auditorium studenti a lezione di classici e scrittura

ROMA – In attesa dell’inaugurazione pomeridiana con dieci presentazioni in dieci biblioteche di Roma, sono iniziati all’Auditorium gli incontri con le scuole medie e superiori organizzati all’interno di ‘Libri Come’, la festa del libro e della lettura.

Due gli appuntamenti di oggi: uno dedicato alle regole della punteggiatura e della scrittura, condotto dalla linguista e sceneggiatrice, Francesca Serafini, e un altro con gli scrittori Paolo Di Paolo ed Enrico Franceschini, che hanno raccontato agli studenti le loro letture, gli autori preferiti, con particolare riguardo ai classici, da Primo Levi a Calvino, da Dostoevskij a Bukowski.

“Mi sono appassionato ai libri attraverso l’empatia, quel meccanismo di riconoscimento per cui ti sembra che ciò che leggi riguardi la tua vita- ha raccontato Di Paolo- Per esempio quando mi hanno regalato ‘Le avventure di Tom Sawyer’ è successo qualcosa, ho sentito che parlava anche di me. Lo stesso mi è accaduto con ‘L’Isola di Arturo’ della Morante. È con questo criterio che ho scritto il mio ultimo libro, che è una sorta di playlist di libri legati a un’emozione”.

Sulla felicità, tema della nona edizione di Libri Come, Franceschini ha consigliato ai ragazzi di leggere ‘I racconti di Cechov’, “dove c’e scritto che la felicità è come la salute, quando la si possiede non ci si fa caso. È il libro che mi porterei sull’isola deserta”. Franceschini ha poi rivelato che i suoi scrittori preferiti sono Dostoevskij, Conrad e Celine, ma che certe letture fatte a vent’anni e rifatte oggi, hanno un sapore diverso”. Di Paolo, dopo aver elogiato le graphic novel e Zerocalcare “un vero intellettuale della mia generazione”, ha confessato che il libro che porterebbe sull’isola deserta è ‘L’educazione sentimentale’ di Flaubert. “C’è tutto in quel libro, c’è la vita di tutti noi”.

15 Marzo 2018
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