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L’allarme dell’Oms: “Gli italiani consumano troppo sale”

sale (700 x 525)ROMA – Non è un mistero che il consumo eccessivo di sale nell’alimentazione è responsabile dello sviluppo di malattie cardio-cerebrovascolari, tumori, osteoporosi e malattie renali. Lo sa bene l’Oms, che raccomanda un consumo giornaliero di sale inferiore ai 5 grammi al giorno. Ma la riduzione del sale nell’alimentazione è una priorità anche per il ministero della Salute, che oggi a Roma ha presentato i risultati di due progetti, promossi dal Centro per il controllo delle malattie, finalizzati a “determinare nella popolazione adulta, nei bambini e nei soggetti ipertesi, i livelli urinari di sodio e potassio, quali indicatori del consumo di sale e di frutta e verdura, nonché l’efficacia di un programma strutturato di comunità per favorire comportamenti salutari, in particolare per la riduzione del consumo di sale”.
Per il primo progetto, hanno fatto sapere, è stato arruolato un campione nazionale rappresentativo della popolazione adulta, composto da 1782 uomini e 1730 donne di età 35-79. Ebbene: “Dalla determinazione di sodio e potassio nelle urine delle 24 ore è emerso negli uomini un consumo di 10.8g di sale e nelle donne un consumo di 8.4g“. Sono stati inoltre esaminati 766 ragazzi e 658 ragazze di età compresa fra 8 e 11 anni. “Anche in questo campione i valori medi di consumo sono risultati al di sopra delle raccomandazioni dell’Oms: 7.4g nei ragazzi, 6.7g nelle ragazze”. Dalle analisi condotte su un campione di soggetti ipertesi, infine, è emerso che, anche in questa popolazione a rischio, “oltre il 90% degli uomini e l’80% delle donne consuma più di 5 g al giorno di sale”.

Per quanto riguarda il potassio, è ancora emerso dallo studio, nel campione di popolazione generale adulta “l’apporto alimentare medio è risultato pari a 2.5 g/die negli uomini e a 2.2 g/die nelle donne, nettamente inferiore ai livelli di assunzione raccomandati (= 3,9 g), indice di un insufficiente consumo di frutta, verdura e legumi, alimenti fra tutti più ricchi in potassio”.

 

Con il secondo progetto ‘Meno sale più salute’, a tre anni di distanza dagli accordi tra il ministero della Salute e le associazioni dei panificatori per la riduzione del sale nel pane, è stato esaminato un altro campione rappresentativo di popolazione adulta, composto da 663 uomini e 729 donne. “Complessivamente è stata registrata una riduzione del 12% del consumo di sale nella alimentazione (negli uomini da 10.8g a 9.5g, nelle donne da 8.4g a 7.4g). L’introito di sale- hanno concluso- resta comunque quasi il doppio di quello raccomandato dall’Oms”.

12 marzo 2015

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