Il Cinema America lascia Piazza San Cosimato: “Andiamo in periferia”

ROMA – Il cinema del Piccolo America lascia San Cosimato e arriva nelle periferie romane per un “progetto alternativo all’Estate romana”. Dal porto di Ostia a Valle Aurelia fino a Tor Sapienza, i ragazzi dell’Associazione guidati da Valerio Carocci abbandonano Trastevere, “aspettando che un vento migliore soffi su Roma”, e promettono 2.699 posti a sedere e tre schermi cinematografici per un totale di 185 proiezioni a ingresso gratuito, in aree non centrali di Roma.

Un esito che arriva dopo la querelle con il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che ha deciso di inserire piazza San Cosimato, per 3 stagioni location dell’arena organizzata dal Piccolo America, nel bando dell’Estate romana.

“Non parteciperemo al bando- ribadisce Carocci presentando il suo nuovo progetto al We Gil- perché non si fa un bando su un’idea di altri. Questa città aveva bisogno di un format che portava il cinema in periferia. Un progetto diffuso che abbiamo immaginato anche in collaborazione con San Cosimato, che doveva essere la piazza centrale, ma abbiamo deciso di non partecipare”.

“L’assessore Luca Bergamo ha deciso in maniera del tutto arbitraria semplicemente per fini elettorali di sottrarci piazza San Cosimato“, attacca Carocci.

Secondo i ragazzi del Cinema America “questo tentativo goffo dell’amministrazione di mascherare dietro all’idea di fare un bando per piazza San Cosimato è stato svelato: il bando dell’Estate romana, pagina due dell’allegato due, infatti, prevede una censura: gli operatori che vincono il bando non possono criticare in nessun modo l’amministrazione né gli amministratori. Noi rivendichiamo la nostra indipendenza culturale e ci opponiamo a tutto questo”.

“Noi- prosegue Carocci- crediamo in un’altra idea di città, che è quella di Nicolini e Petroselli: tutto ciò che c’è di bello non va lasciato come una bomboniera, ma va vissuto. Alla sindaca Raggi, che dice che il bando è giusto, rispondo che l’unico bando giusto da fare è quello per un nuovo assessore alla Cultura“.

Abbiamo denunciato il vicesindaco– ha aggiunto riferendosi alla querela che ha sporto contro Bergamo- sulla base della consapevolezza che l’amministrazione dopo 9 giorni, quando Sabrina Alfonsi con urgenza ha richiesto gli atti relativi alle denunce sbandierate dal vicesindaco sui giornali, non ha risposto. Lo abbiamo fatto dopo un accesso agli atti alla Questura di Roma, ai Carabinieri, alla Polizia municipale e all’Arpa: nessuno di questi enti, che sono quelli competenti, ha ricevuto denunce nei nostri confronti per l’organizzazione di Piazza San Cosimato”.

“L’amministrazione comunale- spiega ancora Carocci- ha ricevuto negli anni delle raccolte firme, un esposto e una diffida, ma non ha mai ricevuto denunce. Pertanto il vicesindaco ha utilizzato una notizia non vera per motivare la decisione politica di non consentire Piazza San Cosimato“.

“Inoltre- conclude- abbiamo denunciato Bergamo per l’insieme dell’operazione con cui si è tentato di dimostrare che l’iniziativa di Piazza San Cosimato sia stata svolta negli anni passati fuori dalle regole. Questo concetto di essere fuori dalle regole quando abbiamo fatto della legalità il nostro cavallo di battaglia non lo accettiamo. È vergognoso. Parliamo di legalità? Ecco, le denunce non ci sono e noi quereliamo il vicesindaco”.

12 febbraio 2018
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