Dopo l’Abruzzo, la Lega passa all’incasso. Centinaio: “Con sì all’autorizzazione sul caso Diciotti seri problemi per il governo”

Il ministro Centinaio avverte gli alleati del M5S: "Un loro sì non lo prendo neanche in considerazione"
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ROMA – Nessun contraccolpo. Almeno per ora. Perché la discussione sulle grandi opere continua a scuotere la maggioranza. E le mediazioni proposte dalla Lega vengono respinte dagli alleati, tanto che la mini-TAV è stata bollata dal vicepremier 5 stelle Di Maio come “una supercazzola”: “Noi facciamo delle proposte costruttive, è normale che se dalla parte del M5S troviamo un muro su tutto diventa un problema governare per il bene e nell’interesse degli italiani”, contrattacca il ministro dell’Agricoltira Gianmarco Centinaio a ‘Circo massimo’ su Radio capital.

“Se è tutto no, diventa difficile. Invito i colleghi del M5S a sederci a un tavolo e ragionare come quando abbiamo scritto il contratto di governo. Se non lo fanno? Si prenderanno le responsabilità di mandare tutto a ramengo. Non salta tutto sul no al TAV”, precisa, “ma è logico che ci devono dare motivazioni serie e non supercazzole. E magari dandole prima a noi e poi alla Francia, cosa che a me è rimasta sullo stomaco”.

Sull’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini sul caso Diciotti, il ministro dell’agricoltura chiede “a tutto il Parlamento un no secco. Siamo abbastanza certi che il Parlamento voterà no a larghissima maggioranza, indipendentemente dalla TAV. Ci aspettiamo il No dal M5S come da tutti i parlamentari, questo problema potrebbe succedere a qualsiasi ministro di qualsiasi governo. Non prendo neanche in considerazione un sì del M5S. Se dovesse passare il sì non credo che il governo andrà a casa ma avrà seri problemi”.

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11 Febbraio 2019
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