Toscana

Pesticidi, in Toscana 90% acque contaminate. L’assessore: “Dato alto perchè indagini scrupolose”

pesticidi

FIRENZE – Il 90% delle acque superficiali monitorate in Toscana presenta residui di pesticidi. Lo afferma un rapporto di Ispra del 2016, sul quale interviene l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni: “I dati riportati nel rapporto nazionale pesticidi sono corretti- ammette, in una nota-, perché ricavati da banche dati alimentate con i risultati dei monitoraggi effettuati sulle acque superficiali e sotterranee dalle Agenzie ambientali. Ma un chiarimento è doveroso per non ingenerare inutili allarmismi: se la Toscana risulta ‘penalizzata’ è perché la nostra Regione è stata tra quelle più virtuose a mettere in campo strategie di indagine attente e rigorose“.

pesticidiI numeri si riferiscono al biennio di monitoraggio 2013-2014, che assegna alla Toscana una posizione fra le peggiori nella classifica della contaminazione delle acque da pesticidi in Italia. Quando il rapporto parla del 90 per cento dei punti di monitoraggio di acque superficiali contaminati in Toscana, si riferisce a quelli investigati da Arpat per la ricerca dei residui di pesticidi, che sono circa 90 su un totale di 230, selezionati, come indicato dalla normativa, valutando le aree a maggior rischio. Dei 90 punti, circa 80 risultano in effetti interessati dalla presenza di residui di pesticidi: si tratta quindi di circa il 35 per cento dei punti di monitoraggio delle acque superficiali.

pesticidi2 In Toscana i risultati del monitoraggio condotto da Arpat nel 2015 confermano una diffusa presenza di residui di fitofarmaci nelle acque, più accentuata nelle acque superficiali (circa il 50% dei campioni analizzati presenta residui rilevabili di queste sostanze) che in quelle sotterranee (circa 25%). Tuttavia, le concentrazioni di pesticidi sono mediamente basse: ad esempio soltanto 10% dei campioni di acque superficiali e il 5% dei campioni di acque sotterranee presenta concentrazioni di pesticidi maggiori o uguali a 0,1 µg/L, valore che rappresenta il limite di legge per la qualità delle acque potabili. Solo poco più del 10% dei corpi idrici monitorati non raggiunge l’obiettivo di qualità indicato dall’Unione Europea per la presenza sopra soglia dei pesticidi.

di Carlandrea Poli, giornalista

10 maggio 2016
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