Quirinale, la ‘Casa degli italiani’ si veste di arte contemporanea

ROMA – La ‘casa degli italiani’ si apre all’arte contemporanea. Trentasei opere dei più importanti artisti dal dopoguerra a oggi e trentadue oggetti, concepiti da designer italiani e prodotti da aziende italiane, trovano collocazione nei corridoi, nei saloni e nei giardini del Palazzo che ospita la Presidenza della Repubblica.

Il progetto ‘Quirinale contemporaneo‘, fortemente voluto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, è stato presentato alla stampa e dal 2 giugno, Festa della Repubblica, le opere d’arte e gli arredi del periodo Repubblicano saranno visibili anche al pubblico durante le tradizionali visite guidate. In particolare 36 opere d’arte sono state concesse in comodato da artisti o dalle relative Fondazioni e 32 oggetti di design sono stati donati dalle aziende che li producono. 

Le opere sono ‘entrate’ negli spazi di rappresentanza della presidenza della Repubblica attraverso un’accurata e garbata rivisitazione dell’architettura degli interni e dei giardini. Visitando le sontuose stanze del Quirinale, accanto ai mobili, quadri, arazzi e alle preziose suppellettili provenienti dalle regge italiane di età sabauda o risalenti all’epoca dei Papi, ci si potrà quindi imbattere in un’opera di De Chirico, Frangi, Fontana, Pomodoro o di Guttuso o del Manzù o in un oggetto di un noto designer come Ponti, Fornasetti, Aulenti, Mendini. 

Dopo il 1946 le strutture architettoniche del complesso del Quirinale e gli arredi interni erano rimasti sostanzialmente inalterati; fermi a cio’ che si era stratificato in quattrocento anni di storia. Fino a oggi erano prevalsi infatti criteri conservativi e di valorizzazione (negli ultimi anni, ad esempio, l’istituzione di un laboratorio per il restauro degli arazzi e il recupero dell’originario color travertino delle antiche superfici in stucco nel Cortile d’Onore e nella facciata principale del Palazzo), tesi alla tutela del notevole patrimonio artistico e culturale che si è concentrato al Quirinale. 

Giovanni Grasso, direttore dell’Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica, spiega: “Con il progetto ‘Quirinale contemporaneo’ siamo stati molto attenti alle spese. Nessuna opera è stata comprata e la spesa sostenuta è stata unicamente quella per il trasporto, l’installazione e l’assicurazione di queste preziose opere. Anche il catalogo di questa iniziativa, che uscirà tra qualche tempo per la Treccani, è stato prodotto gratuitamente”. Si tratta di “un work in progress- continua Grasso- il progetto non si conclude qui. Oggi si parte con quasi 70 opere ma in futuro contiamo di aumentarle con le opere di altri autori e con alcune Fondazioni siamo già in trattativa”. Il portavoce del presidente sottolinea che “nessun museo è stato ‘depredato’. Qui- spiega- sono installate opere di proprietà degli artisti o delle Fondazioni che altrimenti non sarebbero visibili al pubblico. Nessun furto ai musei, quindi, ma la volontà di allargare la conoscenza. Grazie a questa operazione queste opere ora diventano patrimonio di tutti i cittadini, perchè il Quirinale, come ci piace ricordare, è la Casa degli italiani”. 

Ugo Zampetti, segretario generale della Presidenza della Repubblica, ricorda che “il ricchissimo patrimonio culturale del Quirinale era ferma al Regno d’Italia. Eppure questo non è un museo, e’ un Palazzo vitale e il presidente Mattarella ha voluto colmare questa lacuna. E’ un progetto volto a consentire ai visitatori che frequentano il Palazzo in grande numero, una media di quasi 500 visitarori al giorno, la possibilità di un doppio percorso: un percorso artistico che si snoda accanto al percorso storico”. Zampetti precisa: “Non è una mostra e neanche un’esposizione piu’ o meno permanente, è la vita del Palazzo che entra in una nuova fase, che si apre all’arte contemporanea, che accoglie le correnti artistiche che hanno animato la vita culturale della Repubblica. L’arte contemporanea entra nel Palazzo a simboleggiare la sua trasformazione in Palazzo residenza del presidente della Repubblica”. 

La curatrice del progetto è stata Cristina Mazzantini, responsabile dei Beni culturali del Quirinale. “La collocazione delle opere- ha detto- è stata scelta in maniera puntuale, stanza per stanza, opera per opera. Noi siamo partiti dall’artista e con le Fondazioni abbiamo selezionato le opere piu’ adatte a stare qui. Poi, in base all’opera che ci hanno dato, abbiamo valutato quale potesse essere il luogo piu’ adatto ad ospitarla. Gli ambienti non risultano stravolti ma integrati strettamente con qualcosa di nuovo. Abbiamo ‘aggiornato’ la Casa degli italiani”.

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30 Maggio 2019
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