In Cina 170 morti per il Coronavirus, si ferma anche il calcio

A sospendere o bloccare le proprie attività pure gli uffici locali di colossi come Google, Starbucks e Tesla
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ROMA – Sono almeno 170 le vittime accertate dell’epidemia di coronavirus in Cina: lo hanno riferito oggi le autorità sanitarie di Pechino, secondo le quali i casi di contagio confermati a ieri sera erano 7.711. Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, “c’è preoccupazione per l’evoluzione del virus, in particolare in alcuni Paesi, per via della trasmissione da uomo a uomo”. Il responsabile dell’Oms ha citato i casi di Germania, Vietnam e Giappone.

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In conseguenza dell’epidemia, in Cina sono stati anche posticipati a data da destinarsi gli incontri dei campionati di calcio. A sospendere o bloccare le proprie attività pure gli uffici locali di colossi come Google, Starbucks e Tesla. Previsti oggi sia una riunione del Comitato di emergenza dell’Oms che nuovi rimpatri di cittadini stranieri da Wuhan e da altre città della Cina.

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30 Gennaio 2020
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