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Delmastro rinviato a giudizio per rivelazione di segreto d’ufficio su Cospito, è bufera: “Si dimetta”

Il sottosegretario Andrea Delmastro è stato rinviato a giudizio per aver passato informazioni riservate al deputato Donzelli su Alfredo Cospito. Il M5s e i Verdi chiedono che si dimetta

Pubblicato:29-11-2023 17:21
Ultimo aggiornamento:01-12-2023 07:46
Canale: Politica
Autore:
andrea delmastro
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ROMA – È bufera sul sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fratelli d’Italia), dopo che oggi si è diffusa la notizia del suo rinvio a giudizio per rivelazione di segreto d’ufficio. Da più parti sono arrivate richieste di dimissioni.

La vicenda è quella dell’anarchico Alfredo Cospito, che qualche mese fa è stato al centro dell’attenzione per il prolungato sciopero della fame messo in atto contro il regime di detenzione del 41 bis (il cosiddetto carcere duro a cui era stato sottoposto. Delmastro (che come sottosegretario ha la delega alle carceri) era accusato di rivlazione di segreto d’ufficio per aver rivelato al compagno di partito Giovanni Donzelli il contenuto di una relazione della polizia penitenziaria sui dialoghi di Cospito con alcuni boss mafiosi suoi compagni di reparto nel penitenziario di Sassari. Il rinvio a giudizo è stato deciso dal gup di Roma Maddalena Cipriani. Il 31 gennaio, queste informazioni riservate erano state diffuse da Donzelli alla Camera, durante un intervento in cui attaccava quattro parlamentari del Pd che avevano fatto visita a Cospito. L’indagine venne aperta sulla base di un esposto presentato dal deputato dei Verdi Angelo Bonelli.

BONELLI (AVS): DELMASTRO RINVIATO A GIUDIZIO, SI DIMETTA

“Il rinvio a giudizio del sottosegretario Delmastro, e l’avvio del conseguente processo, definirà le responsabilità penali dell’esponente di FDI. Nella mia denuncia ho contestato la violazione del segreto amministrativo, attribuita a Delmastro per aver consegnato i verbali del GOM al suo collega, l’On. Donzelli, utilizzati poi per attaccare l’opposizione. In questa vicenda, chi ne esce malissimo è il ministro della Giustizia Nordio, che ha costantemente difeso Delmastro e Donzelli. Sorprendentemente per un giurista come lui, ha confuso il segreto di Stato con quello amministrativo“. Così in una nota il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che prosegue: “La difesa di Nordio, basata su motivazioni politiche e non nel rispetto delle norme, è gravissima. Per questo, torno a chiedere a Nordio chi gli abbia chiesto di difendere Delmastro, quando la violazione del segreto amministrativo era evidente. In aula, Donzelli affermò che i verbali da lui letti sarebbero stati accessibili a tutti i deputati su richiesta. Ricordo di aver chiesto al ministro gli stessi verbali in possesso di Donzelli, ma mi fu negato l’accesso, in quanto erano riservati. Questo episodio ricorda le affermazioni di Lollobrigida riguardo alla possibilità di fermare i treni su richiesta dei cittadini. Anche Donzelli agì allo stesso modo. Questa destra sembra utilizzare lo stato senza rispettare le regole e, per questo, sono convinto della correttezza della mia denuncia.”
“Ora, per rispetto delle istituzioni, Delmastro dovrebbe dimettersi, e ritengo che Donzelli debba rendere conto del suo comportamento, considerando la divulgazione dei verbali segreti”, conclude Bonelli.

PD: “RINVIO DELMASTRO CONFERMA CHE ESPONENTI FDI PRIVI SENSO STATO”

“Il giudice nei suoi provvedimenti ha rilevato chiaramente il fatto che i parlamentari Pd Lai, Serracchiani, Orlando e Verini – dopo la visita al carcere di Sassari – sono stati diffamati in aula e, rinviando a giudizio il sottosegretario Delmastro Delle Vedove, ha confermato che i materiali trasmessi dallo stesso a Donzelli sarebbero serviti per l’intervento di quest’ultimo in aula. Al di là dell’aspetto giudiziario – che con il rinvio a giudizio di Delmastro Delle Vedove farà il suo corso – si conferma da parte dei due esponenti FdI – un modo di concepire e praticare le responsabilità istituzionali e i rapporti politici del tutto estraneo al senso dello Stato e ai principi di correttezza”. Così i parlamentari democratici Lai, Serracchiani, Orlando e Verini.

M5S: “CONDOTTA GRAVE, RIBADIAMO CHE DELMASTRO DEVE DIMETTERSI”

“Il rinvio a giudizio del sottosegretario Delmastro è solo l’ultimo passaggio di una vicenda gravissima prima di tutto sul piano istituzionale e politico. Il suo comportamento e quello del suo collega di partito Donzelli sono stati inqualificabili e per questo il M5S ha chiesto subito le dimissioni da sottosegretario per Delmastro e da componente del Copasir per Donzelli. Quanto deciso oggi dal Gup di Roma per noi è solo la conferma del fatto che avevamo ragione nel denunciare quelle condotte, pericolose e offensive per il corretto funzionamento delle istituzioni. Ribadiamo dunque che Andrea Delmastro deve dimettersi dal delicato ruolo di sottosegretario alla Giustizia”. Così le capogruppo M5S nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato Valentina D’Orso e Ada Lopreiato.

CUCCHI (AVS): “NORDIO REVOCHI DELEGHE E DELMASTRO SI DIMETTA”

“Come volevasi dimostrare il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha spifferato notizie riservate, che non dovevano essere per alcun motivo divulgate. Il rinvio a giudizio del sottosegretario è la conferma di quanto diciamo da tempo. il ministro della Giustizia Nordio gli revochi le deleghe, perché non può più occuparsi del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. A questo punto Delmastro non può rappresentare le Istituzioni: si dimetta”. Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi, vicepresidente della commissione Giustizia del Senato.

TAJANI: “DELMASTRO? PROCURA HA FATTO RICHIESTA, MA VICENDA GIÀ CHIARITA”

“Delmastro? Non devo commentare le decisioni dei magistrati. La procura ha fatto una richiesta e credevo fosse stata chiarita la vicenda. Preferisco parlare della riforma della Giustizia. Se le due cose sono correlate? No, la riforma della giustizia non riguarda un singolo caso, ma tutti i cittadini italiani. Noi vogliamo una riforma che proceda di pari passo con quelle dell’autonomia e del premierato”. Così il vicepremier Antonio Tajani durante un punto stampa.

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