Nella storia dell’Inter siete due di passaggio… non toccate l’inno

conte zhang
La traballante proprietà cinese, che da un giorno all’altro potrebbe cambiare, e un ex juventino che già se ne voleva andare lo scorso anno possono davvero toccare la storia della squadra?
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ROMA – Due di passaggio stanno cercando di cambiare la storia dell’Inter. Va bene la gioia per il presto ritrovato scudetto, con un sapore ancora più dolce perché scucito alla nemica Juventus, ma Steven Zhang e Antonio Conte sono per ora due piccoli capitoli nella grande epopea nerazzurra. Fatta anche di quello stemma e di quella ‘pazzia’ messa in musica come inno del club. Ma come si permettono di modificare tutto? Una vittoria in campionato arricchisce la bacheca, ma è davvero troppo poco per dare loro la possibilità di cancellare un pezzo di storia dell’Inter. Con il simbolo il pasticcio è fatto, ora non me ne vogliano Max Pezzali e Claudio Cecchetto, autori di ‘I M Inter’ (cantata dallo speaker ufficiale del club nerazzurro a San Siro, Mirko Mengozzi), indicata per essere il nuovo inno, ma ‘Pazza Inter’ è molto di più di una canzone. E forse può essere ancora salvata. Sinceramente basta chiedere proprio ai tifosi per capire che una traballante proprietà cinese, che da un giorno all’altro potrebbe cambiare, e un ex juventino che già se ne voleva andare lo scorso anno non rappresentano l’identikit di chi può toccare la storia dell’Inter.

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