Coronavirus, il contagio anche dagli occhi: l’AIMO chiede contromisure

L'Associazione italiana dei medici oculistici: "Virus presente nel sacco congiuntivale anche in assenza di corrispondente altra sintomatologia infettiva"
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ROMA – Alla luce delle recenti pubblicazioni sul Coronavirus emerge la sua presenza nel sacco congiuntivale anche in assenza di corrispondente altra sintomatologia infettiva. L’occhio attraverso la congiuntiva quindi e’ una via di ingresso della infezione virale.

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Per questo, l’Associazione italiana dei Medici Oculisti chiede con urgenza che “chi di competenza, il ministro della Salute, i governatori delle Regioni i direttori generali e i direttori sanitari delle ASL intervengano affinche’ venga tutelata la salute dei medici, degli infermieri e dei pazienti che quotidianamente affollano i nostri pronto soccorso e ambulatori oculistici”.

Secondo gli oculisti di AIMO c’e’ “la necessita’ di rafforzare percorsi adeguati, soprattutto per evitare che pazienti potenzialmente contagiosi condividano gli spazi con altri che hanno altro tipo di patologie, di adeguare la strumentazione con presidi monouso e disinfettanti adeguati, previa capillare istruzione del personale”.

Infine, e’ necessario “predisporre presidi idonei per i medici e infermieri, maschere respiratorie tipo N 95, occhiali protettivi, guanti ed eventualmente tute di contenimento per evitare il contagio del personale sanitario che e’ sempre in prima linea con dedizione e abnegazione “, concludono.

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29 Febbraio 2020
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