VIDEO | Imprese, Toia (Pd): “Da nuova commissione politica industriale esplicita”

"Servono più sostegno alla ricerca e la difesa del commercio contro gli sleali"
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MILANO –  “Oggi noi chiediamo alla nuova Commissione europea una politica industriale più esplicita”. A parlare è Patrizia Toia, europarlamentare del Pd, oggi a margine della prima tavola rotonda del ciclo ‘Think Table’, organizzata negli uffici di SG Building in corso Monforte a Milano. Dedicato al rapporto dell’Italia con l’Unione europea dopo le elezioni dello scorso maggio, il primo incontro del progetto ‘Think Table’, sarà seguito da altri nove appuntamenti, tutti a porte chiuse. L’obiettivo è agevolare un confronto, lontano dai riflettori, sui temi europei e imprenditoriali, tra personalità di primo piano del mondo politico, accademico, dell’industria-finanza e dei media. S

e, continua la parlamentare europea del Pd, “in passato l’Ue “ha fatto più esplicitamente una politica industriale, negli ultimi anni ha agito soprattutto sull’innovazione e sull’energia”. Da qui la richiesta al nuovo esecutivo Ue, nato dalle elezioni dello scorso maggio: “metta in atto una politica industriale più esplicita”, che, precisa, “è fatta di tante cose, come il sostegno alle politiche di commercio internazionale, perché così si supporta la nostra industria, europea e italiana”. Lo deve fare anche “con delle politiche commerciali attente, che sappiano anche difendersi quando le altre aree del mondo fanno politiche sleali”.

Toia cita anche la necessità di una politica che “attraverso un rafforzamento della ricerca, contribuisca al trasferimento del risultato delle ricerca nel sistema produttivo, con il trasferimento tecnologico”, a vantaggio della competitività e della qualità dell’imprenditoria.

Dal punto di vista dell’incidenza dell’Italia sulle politiche europee, osserva ancora Toia, “mi sembra che ci sia stata una capacità crescente da parte del mondo delle imprese, tutte, e anche del mondo dei servizi, di farsi sentire e essere presenti, e interloquire con le istituzioni europee, dalla Commissione al Parlamento, al Consiglio, per poter incidere e contribuire alle decisioni europee”. Una dinamica che deve continuare, aggiunge l’europarlamentare, perché “noi siamo il secondo Paese manifatturiero dell’Europa, anche se la Francia tenta di raggiungerci, e cerca di fare calcoli strani per dire che è lei il secondo, ma lo siamo noi”, che “abbiamo una forte peso”, “sia in termini di produzione, che di esportazione e di addetti”, quindi dobbiamo farci sentire.

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