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In Cina boom di casi di polmonite nei bambini. Pregliasco: “Ci vuole attenzione”

L'invito del virologo è a mantenere organizzato il sistema di sorveglianza epidemiologica

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ROMA – Ospedali quasi al collasso e sale d’attesa invase dai pazienti in Cina, dove si sta registrando un boom di casi di polmonite, soprattutto tra i bambini. L’ondata di malattie respiratorie, secondo la Commissione sanitaria nazionale, sarebbe dovuta ad una “sovrapposizione di virus comuni come influenza, rinovirus, virus respiratorio sinciziale o RSV, adenovirus e batteri”, come il micoplasma pneumoniae, responsabile di infezioni del tratto respiratorio. La stessa Commissione ha invitato le autorità locali ad “aprire più ambulatori” per la cura della febbre e a “promuovere le vaccinazioni tra i bambini e gli anziani”, mentre la scorsa settimana l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva già sollecitato le autorità cinesi a fornire informazioni sul picco di malattie respiratorie, come riferito da diversi media internazionali. “È poco probabile, almeno ad oggi, che si tratti di un nuovo virus, ma tutto è possibile– ha commentato alla Dire il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università statale di Milano- le informazioni che ci danno sono ancora limitate e purtroppo si teme sempre che quello che le autorità cinesi dicono sia esattamente la verità. Gli elementi sull’inizio del Covid ce li abbiamo, non mi riferisco ai complottismi sull’origine o su questioni più generali, ma alla sua diffusione, perché noi abbiamo riscontro nei liquami di dicembre dell’anno 2019 e anche sui campioni di sangue dei donatori di sangue con la presenza di anticorpi. Quindi il virus già circolavo, ma ce lo hanno detto in modo un po’ tardivo. Per cui, vediamo, io spero che ci sia una trasparenza e una comunicazione la più immediata possibile, perché solo così si può correre ai ripari, lo abbiamo capito con il Covid”.

Secondo Pregliasco, le informazioni dalla Cina ora sarebbero arrivate perché “siamo ancora scottati dal Covid, altrimenti sarebbero rimaste nei meandri di una comunicazione specialistica– ha proseguito- Il cittadino ad oggi deve continuare a considerare che le malattie infettive possono esserci e ci saranno. Unica responsabilità a livello istituzionale è di mantenere bene organizzato il sistema di sorveglianza epidemiologica. Quindi ci vuole attenzione da parte di tutte istituzioni e speriamo in una collaborazione”, ha concluso il virologo. 

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