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Ens e Sygmund insieme per offrire servizio psicologico ai sordi

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L'obiettivo è mettere le persone non udenti in condizione di contattare psicologi esperti nella patologia e in possesso di certificazione LIS
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ROMA – Ansia e stress sono sentimenti sempre più diffusi nella popolazione. La psicologia e il supporto piscologico possono giocare un ruolo fondamentale ma devono essere accessibili a tutti anche alle persone affette da sordità. Da qui l’idea promossa da una studentessa di psicologia, Giulia Visintainer che si occupa dell’assistenza a bambini sordi, di incrementare la piattaforma di counseling psicologico online ‘Sygmund’, già esistente, con una sezione dedicata alla Lingua Italiana dei Segni (LIS). L’obiettivo, che oggi è realtà, grazie alla convenzione con l’Ente Nazionale Sordi (ENS) è mettere le persone non udenti in condizione di contattare psicologi esperti nella patologia e in possesso di certificazione LIS.

“La tecnologia permette di associare i professionisti che hanno determinate skills con le persone che ne fanno richiesta. Attraverso l’inserimento di un codice specifico, all’interno della piattaforma, si viene subito associati a psicologi che sono in possesso di certificazioni in grado di fornire delle prestazioni adeguate e modellate sulle esigenze particolari dei pazienti affetti da sordità. Per essere sempre più vicini a questi pazienti abbiamo avviato non solo questa importante partnership con l’Ente Nazionale Sordi ma anche con il ‘Festival del Silenzio’, uno dei più grandi appuntamenti nazionali pensati per questa specifica comunità”, lo ha detto all’agenzia di stampa Dire Alessandro De Carlo, fondatore di ‘Sygmund’ e docente di psicologia del lavoro presso l’Università di Padova (Unipd).

Il supporto psicologico– prosegue De Carlo- deve essere costruito mettendo al centro l’elemento della sordità. Non si tratta dunque di una ‘semplice’ trasposizione di una terapia ‘standard’ (nata per le persone udenti) da tradurre nella lingua dei segni bensì va tenuto conto della sordità come elemento cardine da cui partire per costruire un percorso terapeutico basato su bisogni molto specifici”.

La pandemia ha prodotto molti danni psicologici collaterali ancora oggi molto evidenti come: paura, ansia e stress. I pazienti sordi hanno avuto in più problemi di ordine pratico derivato dall’uso, seppur necessario, delle mascherine che hanno reso totalmente impossibile lo scambio e la comprensione dell’altro. “Non poter leggere il labiale, l’espressione del viso celato dalla mascherina sono stati elementi sfavorenti che hanno pregiudicato ulteriormente la qualità della vita di queste persone. La piattaforma ‘Sygmund’ vuole rispondere attraverso professioni qualificate a queste nuove emergenze psicologiche“, conclude De Carlo.

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