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Edilizia scolastica e Pnrr al centro del dibattito organizzato da DirigentiScuola

Ospite anche il ministro Bianchi
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ROMA – Una scuola che riparta dai suoi spazi. Più innovativi, ma soprattutto più sicuri. È la richiesta avanzata dai dirigenti scolastici nel corso del digital debate di questa mattina su ‘Edilizia scolastica, Pnrr e nuove opportunità’. All’incontro in streaming, organizzato da DirigentiScuola in collaborazione con Consenso Europa, ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha ricordato i fondi stanziati: 2,6 miliardi per sicurezza antisismica e 2 miliardi per digitalizzazione.

“L’innovazione della scuola deve passare attraverso l’incrocio di tre punti fondamentali: la trasformazione della didattica, lo spazio della nuova scuola e la sicurezza- ha detto il ministro- Dobbiamo mettere in sicurezza gli edifici e gli apparati elettrici, e nel contempo pensare a nuovi spazi educativi”. “C’è voluto il Covid per accendere i riflettori sul problema dell’edilizia scolastica- ha commentato in apertura Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola- ora ci aspettiamo i miracoli, ci aspettiamo che grazie agli stanziamenti previsti finalmente si intervenga per mettere in sicurezza gli edifici”.

L’età media delle strutture scolastiche in Italia è infatti di 50 anni, con punte che superano i 70 in alcuni territori, come ha ricordato il direttore dell’agenzia di stampa Dire Nicola Perrone, che ha moderato l’evento. “Ci sono attualmente sei linee di finanziamento autorizzate”, ha spiegato il senatore leghista Mario Pittoni ricordando i numeri degli investimenti: 800milioni per scuole nuove (nel Pnrr); 130milioni per palestre e mense al sud Italia; 700milioni per asili nido e scuole dell’infanzia. “Ci stiamo muovendo, anche se tardi. La pandemia doveva trasformarsi in un’opportunità di intervento sugli spazi, perché il vero elemento per prevenire il contagio è rispettare il distanziamento- ha aggiunto ancora il senatore- E per attuarlo servono spazi e insegnanti, entrambi insufficienti. Faccio un appello per chiedere risorse adeguate per ridurre drasticamente il numero di alunni per classe, senza dover attendere i concorsi che hanno tempi lunghissimi e previsti per posti insufficienti”.

Ma durante il dibattito si è parlato anche del ruolo dei dirigenti scolastici e delle loro responsabilità. “Siamo tutti d’accordo sul fatto che i presidi non possano essere responsabili in caso di incidenti, ma gli enti locali – proprietari delle strutture – non vogliono un aggravio di responsabilità- ha commentato il deputato M5S Gianluca Vacca- il problema è tecnico ma anche politico. Noi continueremo a lavorarci, ma è necessario rivedere il sistema”. Un’organizzazione che, secondo il parlamentare pentastellato, non funziona anche per quanto riguarda la realizzazione degli interventi. “Bisognerebbe partire dalle esigenze dei territori per programmare gli interventi- ha detto Vacca- adesso il sistema non funziona perché le risorse arrivano tardi e non secondo le esigenze delle scuole. Nel Pnrr manca una visione d’insieme: ci sono interventi per ogni cosa ma riprogettare le scuole vuol dire anche ripensare agli insegnamenti”.

Al dibattito sono intervenute anche Tiziana Cignarelli di Codirp, che ha chiesto di ripensare le scuole all’interno della transizione verde, con maggiori disponibilità finanziarie per i docenti, e la dirigente Maria Pia d’Andrea, che ha messo in luce le priorità della riorganizzazione edilizia delle scuole: adeguamento antisismico, efficientemento energetico e poi nuova edilizia scolastica.

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