Governo: i turbamenti del Pd. Ma M5S e Lega votano ancora insieme

Andare o no a un confronto sul programma con i Cinque Stelle?
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Una cosa e’ certa, assicurano le parti: in direzione il Pd non andra’ alla conta. Il passaggio e’ decisivo e passare per la logica dei numeri equivarrebbe a dividersi. Anche perche’ M5s e Lega mantengono rapporti stretti. E oggi in ufficio di presidenza hanno votato ancora una volta insieme, contro il Pd e il centrodestra. Al di la’ degli accenti, l’esito unitario della direzione del 3 maggio e’ ricercato tanto dai renziani che dal ‘correntone’ che fa capo a Maurizio Martina.

Sulla materia del contendere, le distanze sono meno ampie di quel che sembrano

Con gli occhi sempre puntati al rapporto parallelo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i Dem provano a rispondere alla domanda sul “se”. Andare o no a un confronto sul programma con i Cinque Stelle? Se Roberto Fico e Maurizio Martina sono su posizioni compatibili (“dialogo avviato”), neppure le distanze tra le due ali piu’ lontane sembrano incolmabili. Intanto perche’ e’ caduta una pregiudiziale, e cioe’ il veto che a livello informale i Cinque Stelle mantenevano su Renzi. Nel secondo colloquio a Montecitorio i pentastellati hanno enfatizzato l’importanza del programma, non degli uomini.

Semmai, e’ proprio sulle misure da attuare che i Dem vedono le difficolta’

Anche per il correntone, non esistono scorciatoie. “Se si apre il confronto, bisognera’ mettere molti paletti perche’ e’ impensabile farsi smontare il programma dai Cinque Stelle. Non a caso ci siamo presentati coi 100 punti”, spiega una fonte. Se poi il percorso del dialogo sul programma si avviasse, l’esito piu’ probabile e’ che si concluda con una doppia consultazione delle basi. Quella della piattaforma Rousseau per i Cinque Stelle. E il possibile referendum tra gli iscritti per i Dem.

Il dialogo e’ avviato, ma non e’ affatto in discesa

Anche perche’ a quanto apprende l’agenzia Dire, Lega e Cinque Stelle sono stati protagonisti oggi di un altro voto insieme, “dall’esito sorprendente”, riferiscono i presenti. All’accesa riunione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, dedicata al regolamento per la selezione delle risorse in forza ai gruppi parlamentari, pentastellati e leghisti hanno unito i loro voti per far prevalere un testo centrato sulla proposta dei M5s e su cui si era manifestata l’opposizione iniziale oltre che della Lega anche di Fdi, Pd e Leu. Cuore della proposta, poi approvata, la previsione di una multa (55mila euro) per i gruppi che non si avvalgono di collaboratori pescati dall’allegato A, un elenco dei professionisti a cui storicamente fa riferimento la Camera. Contro il testo finale, con la sanzione quale forma per ottenere i risparmi per Montecitorio e tutelare i lavoratori, si erano spesi nel corso dei lavori Lega, Pd, Fratelli d’Italia e Leu. Per questo avevano chiesto il rinvio del punto. Fratelli d’Italia dopo aver ottenuto una correzione si e’ astenuta sul voto finale. Dopo aver fatto opposizione al provvedimento (proposta Fraccaro) la Lega si e’ invece schierata coi Cinque Stelle facendo passare il regolamento, in un voto che ha registrato l’assenza del Pd, e i voti contrari di Colucci (Misto) e Pastorino (Leu). Considerata la separazione di fatto maturata nel corso delle consultazioni, l’ennesimo asse di oggi alla Camera tra M5 e Lega e’ parso un segnale di accordo politico tra i due partiti.

Ti potrebbe interessare:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»