Bce, Rettore Unicusano: “Draghi conferma crescita più moderata”

"Le dichiarazioni di Draghi non fanno altro che confermare quello che già sapevamo" dice Fabio Fortuna
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ROMA – “Le dichiarazioni di Draghi non fanno altro che confermare quello che già sapevamo e vanno nella direzione che abbiamo tracciato negli interventi di questi ultimi tempi. Ho sempre detto che a partire dall’inizio del 2018 la situazione macro-economica globale, europea e anche italiana stava cominciando a subire dei rallentamenti, e questo è stato avvalorato da tutta una serie di dati”. Così il Magnifico Rettore dell’Università ‘Niccolò Cusano, Fabio Fortuna, commentando oggi a Radio Cusano Campus le parole del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, secondo cui “l’economia dell’Eurozona mantiene la sua crescita, anche se a livello più moderato, e gli stimoli della Bce restano necessari”.

“Draghi ha voluto porre l’accento su questi aspetti- ha proseguito Fortuna- ha detto che la crescita c’è, ma che il livello è più moderato rispetto a quanto ci si potesse aspettare. Rimangono necessari dunque gli stimoli della Banca Centrale Europea e continua il ‘quantitative easing’ fino a settembre, ma poi si potrebbe andare anche oltre, se necessario. Tuttavia l’inflazione non riesce a riprendere vigore e quindi si mantiene intorno all’1,2-3% a livello europeo, lontano dal limite europeo, per cui bisogna vedere nei prossimi mesi quale sarà il destino dell’inflazione stessa. La Bce, poi, deciderà cosa fare credo a questo punto dopo l’estate”.

L’unico elemento di novità, secondo il rettore Fortuna, è quello della sottolineatura della crescita “che procede a livelli più moderati rispetto a quelli che ci si poteva attendere- aggiunge- Draghi, infatti, sta facendo riferimento ai trimestri precedenti e ha anche detto che abbiamo avuto una crescita alcune volte superiore alle stime. In questo caso, invece, si prospetta una moderazione della crescita”. Ma dobbiamo preoccuparci? “Draghi non fa altro che confermare qualche preoccupazione che c’è a livello globale– ha risposto infine Fortuna- ma dobbiamo vedere che fine faranno i famosi ‘dazi’ e quale sarà l’evoluzione delle tensioni geopolitiche che sono presenti in giro per il mondo, prime tra tutte quelle della Siria”.

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