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Tg Psicologia, edizione del 26 novembre 2021

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In questa edizione si parla di: 'Santa Maria della Pietà', l'appello per restituirlo ai cittadini romani; falso mito sull’allattamento al seno come alleato del sonno; pandemia e sintomi depressivi per il 50% delle persone; ritorno al lavoro 'in presenza'; e plusdotazione nel 5% dei minori
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L’ULTIMO DIRETTORE DEL ‘SANTA MARIA DELLA PIETÀ’ A GUALTIERI: “RESTITUIRLO ALLA CITTÀ”

“Io ho chiuso il manicomio ma l’ho fatto insieme alla città e alla politica, in un quartiere che dal punto di vista urbanistico si strutturava sul e per il Santa Maria della Pietà. Se dovessi fare un appello al neo sindaco Gualtieri sicuramente suggerisco di ridare questo polmone verde con la sua memoria al territorio con un progetto del e per il quartiere”. A parlare è Tommaso Losavio, membro del comitato scientifico della Fondazione Basaglia e protagonista della chiusura del manicomio romano, nel 2000.

PSICOLOGA: “TOGLIERE SENO PER FAR DORMIRE DI PIÙ BIMBI È UN FALSO MITO”

La fine dell’allattamento al seno è una fase delicata che porta con sé molte preoccupazioni e aspettative da parte delle mamme, ad esempio riguardo ai risvegli notturni dei bambini, nella speranza che si diradino se non, addirittura, scompaiano. Un falso mito che Antonella Sagone, psicologa perinatale e consulente professionale in allattamento materno, tiene a sfatare.

PICCINELLI: “NEI PAESI COLPITI DALLA PANDEMIA FINO AL 50% DELLE PERSONE HA SVILUPPATO SINTOMI DEPRESSIVI”

“I disturbi mentali sono tra le prime 5 cause di disabilità nel mondo e già prima della pandemia le proiezioni raccontavano che nel 2030 la depressione avrebbe raggiunto il secondo posto, se non addirittura il primo. Alcuni studi hanno dimostrato che fino alla metà delle persone che vivono nei Paesi esposti alla pandemia ha sviluppato disturbi o sintomi depressivi, fino a un terzo della popolazione ha disturbi d’ansia significativi, inclusi anche disturbi fobici o ossessivo compulsivi legati ai temi del contagio. Il 10-15% della popolazione ha sviluppato disturbi da stress post traumatico”. A raccontarlo è lo psichiatra Marco Piero Piccinelli, promotore del convegno ‘Psicopatologia della pandemia da Covid-19’ in programma il 26 novembre a Varese.

LAVORO, COACH: “TRASFORMARE IN PRUDENZA PAURA DEL RITORNO ‘IN PRESENZA’”

Tornare al lavoro in presenza può essere motivo di ansia e preoccupazione per molte persone per due ragioni: la paura del contagio nei luoghi chiusi e il timore di scontrarsi, dal punto di vista relazionale, con i colleghi che possono essere vaccinati oppure no. Come gestire questa difficile fase? “La paura deve diventare prudenza, ma non panico”. A suggerirlo è Simone Rosati, trainer di intelligenza emotiva. “Il panico- spiega l’esperto- non ci consente il confronto sereno con la realtà che viviamo, mentre la prudenza è uno sforzo di cura verso i nostri comportamenti nei confronti degli altri, quasi un dono della pandemia. L’attenzione all’abbraccio, alla stretta di mano, alla mascherina messa bene, è una maturazione verso gli altri. Nel dibattito si ascolta, ogni posizione ha pro e contro e questo può facilitare il dialogo”.

PLUSDOTAZIONE, IDO: “RIGUARDA IL 5% DEI MINORI, FORMARE PSICOTERAPEUTI”

“Negli ultimi anni l’attenzione sulla plusdotazione è notevolmente aumentata in Italia e anche gli specialisti hanno dovuto aumentare il loro bagaglio di conoscenze e di strumenti d’intervento. Considerando che i minori ad alto funzionamento cognitivo e plusdotati sono circa il 5% della popolazione è molto probabile che uno psicoterapeuta si troverà nella pratica clinica a confrontarsi con pazienti plusdotati e di talento che presentano caratteristiche specifiche che vanno conosciute per orientare al meglio la valutazione, la diagnosi e la pratica clinica”. Lo sottolinea Laura Sartori, psicoterapeuta IdO, presentando la Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva IdO-Mite.

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