In Giappone le gite scolastiche diventano virtuali a causa del Covid

Per minimizzare i rischi di contagio in Giappone usano formule alternative per arricchire la didattica
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FUKUOLA – La pandemia di coronavirus che finora ha inciso profondamente sul modo di studiare di bambini e ragazzi, sta spingendo gli istituti scolastici a nuove misure per salvaguardare almeno uno degli aspetti tradizionali ritenuti più importanti, ovvero le gite di istruzione.

Tra le misure maggiormente sperimentate in questi mesi c’è il format delle gite online, organizzate su piattaforme digitali, le cui prime versioni sono state organizzate dal tour operator Kinki Nippon Tourist Metropolitan Co. e presentano le mete più gettonate quali Tokyo, i centri storici di Kyoto e Nara, nel Giappone occidentale, Hiroshima e Nagasaki.

Utilizzando l’app di videoconferenza Zoom, molti studenti stanno visitando luoghi usufruendo al contempo di seminari, presentazioni a distanza e momenti di dibattito.

Le scuole che invece hanno deciso di mantenere i viaggi tradizionali, con la presenza fisica sul posto, seguendo l’esplicita richiesta in tal senso del ministro dell’Istruzione Koichi Hagiuda che ha auspicato che le scuole “svolgano normalmente le loro visite esterne utilizzando la campagna di sovvenzione statale ‘Go To Travel'”, hanno dovuto apportare modifiche ai programmi orientandosi per mete vicine e periodi più brevi, per minimizzare i rischi di infezioni.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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