VIDEO | No alla plastica monouso, firmato accordo Ami-Unione Europea

Cinque gli obiettivi dell'accordo, che prevede anche iniziative di educazione e sensibilizzazione per le scuole e le istituzioni
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ROMA – Giovani, adulti, scuole, enti di formazione, università, istituzioni locali nazionali e internazionali, aziende. Sono i destinatari delle azioni congiunte di sensibilizzazione ed educazione ambientale per la riduzione della plastica monouso concordate nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto da Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, e Alessandro Botti, presidente di Ambiente Mare Italia (Ami), l’associazione che a fine 2018 ha lanciato la campagna nazionale ‘LiberAMI dalla plastica’ per la sensibilizzazione e la mappatura e geolocalizzazione delle iniziative plastic free.

Cinque gli obiettivi dell’accordo, che riguardano principalmente: il rafforzamento e l’estensione dell’educazione al rispetto per l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi in Europa; la partecipazione attiva al processo di riduzione del consumo dei prodotti gravemente inquinanti e della plastica monouso e alla realizzazione di progetti di tutela ecologica; e il supporto alla ‘Strategia europea per la plastica nell’economia circolare’, adottata dalla Commissione Europea a gennaio 2018 per accompagnare il processo di transizione verso “un’economia più circolare”, per proteggere l’ambiente dall’inquinamento da plastica e promuovere al contempo la crescita e l’innovazione.

“Non possiamo più attendere su questo fronte- dichiara alla Dire Beatrice Covassi- Oggi vengono prodotte milioni di tonnellate l’anno di cui solo il 30% viene riciclato e lo spreco che deriva dal mancato riciclaggio è di circa 105 miliardi di euro”. Per questo “la Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha deciso di siglare l’accordo con Ambiente Mare Italia”, sottolinea Covassi, perché “è una priorità per noi, per la strategia europea e per il Paese”.

Un impegno in linea con la normativa comunitaria che ha messo al bando entro il 2021 la plastica usa e getta, di cui sono composti il 70% dei rifiuti marini. “L’Europa è sempre stata all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità, l’ambiente, l’attenzione e la cura per il nostro pianeta- osserva Covassi- In questo settore specifico abbiamo la strategia sui mari e sugli oceani che si unisce a quella sulla sostenibilità e che mira a trovare insieme la chiave per un futuro che sia davvero sostenibile e godibile da parte di tutti”.

Al centro delle azioni congiunte stabilite dal protocollo i giovani beatrice covassi_alessandro bottie le scuole e, in particolare, la promozione di “attività di formazione-ricerca-azione finalizzate al rinnovamento della didattica” (articolo 3, punto 3).

Bisogna partire dagli studenti e dalla loro sensibilità, sicuramente maggiore nei confronti del problema della riduzione dell’uso della plastica- dichiara alla Dire il presidente di Ami, Alessandro Botti- Noi dobbiamo dire a tutti gli studenti che una bottiglia di plastica si degrada in mille anni, ma poi uscire dall’astrattezza del concetto per scendere nella concretezza del tempo che passa”.

A supporto delle attività di Ami la Rappresentanza in Italia della Commissione europea metterà a disposizione i propri centri di informazione Europe Direct e i locali di Spazio Europa, nella Capitale, e si impegnerà a promuovere il progetto ‘LiberAMI dalla plastica’. “Questo- spiega Botti- ci permetterà di entrare in contatto con molte realtà territoriali e riuscire ad organizzare, insieme alla Rappresentanza in Italia, degli eventi di informazione, sensibilizzazione e divulgazione dei principi ai quali siamo legati istituzionalmente e per i quali stiamo svolgendo la nostra battaglia quotidiana per un mare libero dalla plastica”.

“La firma di questo accordo con la Commissione europea è determinante per la nostra associazione- sottolinea Botti- Ambiente Mare Italia è già impegnata nelle università, nelle scuole, negli enti pubblici, nelle aziende, a portare i principi della riduzione dell’uso della plastica. Con la Commissione europea potremo organizzare più agevolmente eventi di sensibilizzazione, che è il primo passo. Per noi condividere con i cittadini i principi della riduzione e di un uso più consapevole e morigerato di questo materiale gravemente inquinante del mare- conclude il presidente dell’associazione- è una priorità”.

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