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Villani: “400mila nati è un autogenocidio, sos fertilità maschile”

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L'allarme del presidente uscente della Società italiana di pediatria (Sip): "I ragazzi hanno il 30% in meno di capacità di fecondare rispetto a 30 anni fa”
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ROMA – “Nell’ultimo anno siamo arrivati a un dato dolorosissimo: poco più di 400mila nati in Italia. Solo nel 2001 erano 535.000 e nel 1964, gli anni del boom, oltre 1 milione. Questo deve far riflettere. Di fatto la mancanza nel nostro Paese di politiche sociali e assistenziali, e la poca importanza che si dà alla maternità e alla natalità fanno sì che stiamo assistendo a un autogenocidio, ossia alla scomparsa del nostro popolo. È un fondo che nessuno di noi avrebbe pensato di raggiungere”. A sottolinearlo è Alberto Villani, presidente uscente della Società italiana di pediatria (Sip), nel corso della prima giornata del 76esimo Congresso italiano di pediatria, in programma fino a venerdì. Quello della denatalità è un tema caro al pediatra che già nei mesi scorsi aveva più volte lanciato l’allarme scrivendo anche una lettera aperta al presidente del Consiglio, Mario Draghi, per sottolineare come “un Paese senza bambini è un Paese senza futuro”.

In occasione del congresso Villani punta l’attenzione sulla fertilità: “Come medici dobbiamo educare i nostri bambini a stili di vita salubri e ricordare che la fertilità non è perenne, ma cala nel corso degli anni, e che c’è un’età ottimale per concepire perché già dai 30 anni inizia un declino. Non possiamo sempre contare sul miracolo del concepimento fatto con aiuti”, dice Villani. Il presidente Sip ribadisce che non è un tema esclusivamente femminile, perché “anche per gli uomini esiste un’età giusta per concepire. Dunque pure gli uomini fanno i conti con l’aumento della sterilità: rispetto a 30 anni fa, i ragazzi di oggi in età fertile hanno il 30% in meno di capacità di fecondare”.

In questo senso Villani ribadisce l’importanza di educare i giovani a corretti stili di vita “per creare le condizioni ottimali e garantire tutte le opportunità che è doveroso offrire a ogni individuo che viene al mondo”. Il suo è un appello: “No al fumo, no all’alcol, no a tutto ciò che può inficiare il benessere dell’individuo e delle vite che devono avere inizio

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