25 aprile, Decaro: “Con il virus è chiaro cosa significa non essere liberi”

"Forse mai come quest’anno abbiamo capito cosa hanno provato i nostri nonni o chi ha vissuto in quegli anni”, ha detto il presidente dell’Anci e sindaco di Bari
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BARI – “È paradossale ma forse proprio per questo, è ancora più importante celebrare oggi la giornata della Liberazione nazionale. In questi mesi abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa significhi non avere la libertà di uscire, di muoverci, di incontrare le persone cui vogliamo bene, di riunirci con i nostri amici e familiari. Forse mai come quest’anno abbiamo capito cosa hanno provato i nostri nonni o chi ha vissuto in quegli anni”. Lo ha detto il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro partecipando alla cerimonia per il 76esimo anniversario della Liberazione di Italia nel corso della quale, insieme al prefetto di Bari Antonia Bellomo e al presidente provinciale dell’Anpi Ferdinando Pappalardo, è stata deposta una corona di fiori ai piedi della lapide commemorativa dei caduti partigiani sulla facciata esterna del Palazzo di Città.

“Una condizione – ha continuato Decaro – che ci ha messo a dura prova come persone e come comunità. Ma oggi come allora stiamo combattendo, non ci siamo arresi e abbiamo imboccato la strada per uscire da questo periodo buio”.

“Simbolicamente abbiamo voluto aprire le porte del Teatro Piccinni, dove il 28 e 29 gennaio del 1944 si celebrò il primo congresso dei Comitati di liberazione nazionale, un momento fondamentale della storia della Resistenza e della Liberazione del nostro Paese – ha concluso – Da qui, da questo teatro, speriamo presto di poter ripartire ancora una volta e che queste porte spalancate siano di buon auspicio per una nuova liberazione per l’Italia tutta”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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