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Sanità, Gigliotti (Unisalute): “Nel post Covid il bisogno di salute è una priorità, arrivano le polizze personalizzate”

L'amministratore delegato di Unisalute, Giovanna Gigliotti, spiega le ultime proposte del colosso assicurativo in termini di polizze personalizzate e integrate, sempre più necessarie nell'epoca post Covid

Pubblicato:24-11-2023 17:46
Ultimo aggiornamento:27-11-2023 15:00

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ROMA – La pandemia ha avuto un impatto molto forte sulla società globale, toccando in maniera trasversale pressoché tutti i settori. Esiste, infatti un punto di svolta tra il prima e il dopo soprattutto nell’ambito della salute e possiamo parlare a tutti gli effetti di una “sanità post covid“. Ne parliamo con Giovanni Gigliotti, ad di Unisalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Unisalute da oltre 25 anni si prende cura ogni giorno della salute di oltre 10 milioni di persone tra famiglie, aziende, Fondi di categoria e Casse professionali, offrendo piani sanitari personalizzati e integrati con un’ampia gamma di servizi.

Dottoressa Gigliotti, nel post Covid quali sono le sfide della ripartenza a cui deve rispondere il settore? E quali sono le opportunità che stanno nascendo?

“Gli anni del Covid hanno rappresentato un’inattesa e difficile sfida per la società, il “welfare state” e il Servizio Sanitario Nazionale. La pandemia ha messo a dura prova la tenuta del SSN per la velocità con cui si è propagata l’infezione e per la sua rapida diffusione ed ha esercitato una pressione enorme sul personale sanitario, che persiste ancora oggi:i Pronto Soccorso sono in affanno, i bandi deserti, manca personale ospedaliero a cui si aggiunge la carenza di medici di base, tra il 2013 e il 2019 il SSN  ha perso più di 3.000 Medici di Medicina Generale”.

“Un’altra conseguenza significativa è stata l’accumulo di pazienti in lista d’attesa, i lockdown e le restrizioni hanno portato a una riduzione delle attività ambulatoriali e ospedaliere non essenziali, lasciando molte persone in attesa di cure che avrebbero potuto migliorare la loro qualità di vita o risolvere problemi medici importanti. Tuttavia, la pandemia ha sortito il paradossale effetto di accelerare alcuni processi la cui evoluzione, risultava rallentata: basti pensare alla rapida attivazione della diagnostica di prossimità,  all’applicazione di modelli di telemedicina, alla ridefinizione delle attività cliniche e vaccinali. Ritengo quindi che possano nascere tante nuove opportunità in ambito sanitario per un cambiamento organizzativo e culturale, e per la definizione di nuovi modelli di presa in carico dei pazienti dove pubblico e privato possano mettere a fattor comune le loro esperienze e le loro capacità. La sanità integrativa e le compagnie assicurative hanno avuto e avranno sempre di più un ruolo determinante in supporto al SSN nelle nuove sfide della sanità. Il processo di “ammodernamento indotto” dall’emergenza COVID-19 deve essere trasformato in una opportunità di reale e strutturale rafforzamento della Sanità Pubblica per la tutela del diritto alla salute delle persone e delle comunità. La fine della pandemia va intesa, infatti, come l’occasione in cui si realizza un processo di accelerazione dell’evoluzione dei modelli organizzativi, delle competenze professionali e delle tecnologie in termini sempre più congruenti rispetto alla necessità di un approccio complessivo e integrato per la prevenzione delle malattie e la risposta al bisogno di salute delle persone”. 

Le compagnie assicurative oggi stanno evolvendo l’offerta di soluzioni di protezione intercettando i bisogni in ottica di LifeCycle, sviluppando cioè prodotti flessibili e modulari che possano essere ritagliati a seconda delle esigenze specifiche che si manifestano nei diversi periodi della vita. Come si sta muovendo UniSalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti  in questo ambito?

“Il bisogno sanitario è salito negli ultimi anni nelle priorità degli italiani che si stanno orientando in maniera crescente verso il comparto salute privato. Le prestazioni sanitarie saranno sempre meno generiche e occasionali e sempre più personalizzate, modulari e strettamente correlate a servizi integrati sui bisogni più frequenti di protezione durante tutto il ciclo di vita delle persone. UniSalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti, proprio per rispondere a queste esigenze ha lanciato il 3 ottobre 2023 nelle agenzie UnipolSai, UniSalute Al Tuo Fianco. Si tratta di un approccio ampio e integrato, tra soluzioni tipicamente assicurative e servizi di assistenza innovativi, che permettono ai nostri Clienti di affrontare al meglio le complessità e le necessità che emergono durante la loro vita. UniSalute Al Tuo Fianco è stata costruita per Giovani, Genitori, Senior: la polizza permette di tutelare la salute di chi studia o affronta le prime esperienze lavorative anche lontano da casa. È pensata per proteggere la salute di tutta la famiglia, con prestazioni sanitarie specifiche per i genitori, ma anche per poter contare su servizi utili per l’assistenza e la gestione dei figli.
La polizza UniSalute Al Tuo Fianco Senior offre una soluzione completa su misura per chi ha superato i 60 anni con prestazioni e servizi dedicati. Per ciascuna soluzione specifica per target, è possibile scegliere tra una versione Base oppure Top, per una protezione più completa con massimali più alti. Tutte le soluzioni prevedono una serie di servizi offerti da SiSalute, disponibili all’interno dell’app SiSalute UP.

Nell’ottica di un’auspicata integrazione pubblico e privato in ambito salute, quali orientamenti e quali iniziative vedete come concretamente attuabili?

Si fa sempre più pressante ripensare a un sistema di integrazione pubblico-privato che garantisca la sostenibilità delle cure, in cui il Pubblico mantenga la sua  centralità  ma  vengano  ampliati  gli  interventi  delle  forme  sanitarie integrative. L’obiettivo è quello di formulare proposte che consentano l’elaborazione di policy volte a salvaguardare il carattere universale della sanità pubblica, a rendere più efficiente la spesa tramite l’integrazione con la sanità privata, a recuperare posizioni nel confronto internazionale in termini di qualità delle cure e benessere dei cittadini soprattutto nell’abito di specifiche aree sanitarie quali l’assistenza domiciliare in caso di patologie croniche, non autosufficienza, odontoiatria, fisioterapia. Le sinergie pubblico/privato consentono di ridurre la spesa pubblica e la pressione sulle strutture sanitarie: il sostegno dato dal mondo privato è stato fondamentale non soltanto nella prima fase della gestione della pandemia, ma anche nella campagna di vaccinazione. Un esempio virtuoso che deve essere portato avanti”. 

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