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Comitato stazione Tiburtina: “Spostare pullman ad Anagnina è follia”

"Quello che ci chiediamo come residenti è perché la Giunta Raggi vuole portare avanti questo progetto insensato che vede contraria praticamente tutta la città ad esclusione dei soli membri della Giunta capitolina"
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ROMA – “Una premessa è d’obbligo, con l’abbattimento della sopraelevata alla Stazione Tiburtina la Sindaca Raggi è e sarà per noi in assoluto tra i sindaci la numero uno nella storia della città. Abbiamo però appreso solo oggi dai social che la Giunta Comunale in data 4 Ottobre 2019 ha deliberato lo stanziamento di 625mila euro, finanziati mediante indebitamento, per l’adeguamento di Anagnina ad ospitare le linee dei pullman provinciali, nazionali e internazionali ovvero quelle linee che oggi arrivano alla Stazione Tiburtina. E’ importante evidenziare come l’amministrazione non punta a realizzare una Autostazione, mira semplicemente ad adeguare un parcheggio di macchine in un parcheggio per pullman. In tutta Europa abbiamo Autostazioni di qualità che garantiscono non solo un servizio migliore agli utenti ma anche una riqualificazione e un’immagine di città bella e moderna, qui a Roma i tecnici del Comune continuano a progettare schifezze con stalli disegnati a terra attrattori per loro natura di degrado e insicurezza”. Lo dichiara in una nota il Comitato Cittadini Stazione Tiburtina.

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“La scelta di delocalizzare ad Anagnina i pullman- spiegano i residenti- venne presa dalla Giunta Comunale oltre un anno fa fa senza alcun confronto con la città. Il confronto arrivò il 14 novembre 2018 in Commissione Mobilità dove la proposta dello spostamento ad Anagnina riuscì a mettere tutti d’accordo, ma sulla contrarietà. Ci fu quel giorno Monica Lozzi (M5S), Presidente del Settimo Municipio comprendente Anagnina, esprimere parere negativissimo con toni accesissimi e supportata dai gruppo dei vigili di zona che evidenziavano l’impossibilità tecnica per quel sito ad accogliere ulteriori pullman rispetto a quelli già presenti. Alla contrarietà del Municipio di Anagnina si aggiunse quella del II Municipio (Pd) che ha nel territorio l’attuale autostazione alla Stazione Tiburtina e subito a ruota si aggiunse quella del IV Municipio (M5S) che ha sposato insieme al Secondo Municipio il progetto dei cittadini che prevede la conferma dell’autostazione dov’è ora e in chiave moderna. Alla contrarietà delle istituzioni territoriali si aggiunse ovviamente quella dei cittadini”. 

“Tutti i comitati- aggiungono- di quartiere da Anagnina a Tiburtina contrarissimi allo spostamento. Ci sono state nel tempo petizioni online con decine di migliaia di adesioni nonché la nostra proposta di delibera di iniziativa popolare che ha raccolto circa 8mila firme con procedura ufficiale e certificata dall’anagrafe. Il progetto dei cittadini che prevede il mantenimento della Stazione dei pullman a Tiburtina è sostenuto anche da Legambiente a significare il grande valore anche ambientale dell’operazione. Insomma, un’intera città e tutte le Istituzioni di prossimità contrari a questa scelta. Quello che ci chiediamo come residenti è perché la Giunta Raggi vuole portare avanti questo progetto insensato che vede contraria praticamente tutta la città ad esclusione dei soli membri della Giunta capitolina. Ribadiamo che l’autostazione a Tiburtina è fondamentale per tante tipologie di persone tra cui studenti fuori sede, persone che arrivano a Roma per visite mediche al Policlinico, pendolari del centro Italia e in generale per collegare la città a tutta quella parte di Italia non collegata con i treni. Nel nostro progetto, all’attenzione del Consiglio Comunale, abbiamo evidenziato la possibilità di legare la permanenza dell’autostazione alla riqualificazione del quartiere. Perseguire la strada presa oltre un anno fa nonostante la contrarietà di tutta la città è una scelta insensata e propria più di una monarchia che di una Giunta che ambisce all’ascolto e al confronto. Avendo avuto modo di conoscere la passione e la voglia della Sindaca Virginia Raggi, di cui ci riteniamo i migliori alleati, siamo sicuri che le richieste di una città intera non resteranno inascoltate e che magari il parere dei cittadini possa per una volta contare più di cattivi vicini poco inclini al confronto e all’ascolto con i territori” concludono dal Comitato.

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