Corruzione, 18 misure cautelari: ai domiciliari funzionari Sma Campania

guardia di finanza napoli
Tra gli indagati anche due poliziotti di Napoli. Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione, inquinamento ambientale, riciclaggio, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio
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NAPOLI – Sono 18 le misure cautelari eseguite oggi su disposizione del gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale procura, nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per corruzione, inquinamento ambientale, riciclaggio, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Dalle indagini emergono condotte che riguardano numerose e complesse vicende sulla gestione dei fanghi residui dei depuratori e da alcune delle intercettazioni riportate nell’ordinanza che ha disposto le misure risulta come spesso, soprattutto a Napoli Est, i fanghi siano stati smaltiti direttamente in mare.

Tra gli indagati anche Lorenzo Di Domenico, ex direttore generale di Sma Campania – società in house della Regione Campania – e Agostino Chiatto, dipendente Sma e segretario dell’ex consigliere regionale Luciano Passariello. Per loro, e per altre 11 persone, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tra queste anche Vittorio Porcini, sostituto commissario della polizia a Ponticelli che, recita l’ordinanza, aveva un “accertato e prolungato rapporto con Salvatore Abbate” imprenditore a cui vengono ascritte vicende corruttive legate allo smaltimento dei fanghi del depuratore di Napoli Est e rapporti con la polizia giudiziaria. Indagato anche Luciano Passariello, ma per lui il gip, che non ha accolto per intero le richieste del pm, ha stabilito che non sussistessero i gravi indizi di colpevolezza e ha così deciso di non emettere alcun provvedimento nei confronti dell’ex consigliere regionale.

Per tre degli indagati, tra cui Abbate, è stata disposta la custodia cautelare in carcere: nella sua abitazione è stata sequestrata una gigantesca quantità di denaro contante che non è ancora stato possibile quantificare. Per gli altri due poliziotti coinvolti, Domenico Sabatina e Domenico Boezi, è stata disposta la sospensione dall’esercizio della funzione pubblica ricoperta per sei mesi.

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