I dirigenti dell’ong di Zaki a processo in Egitto, ma in aula c’è solo il direttore

Al Cairo è iniziata l’udienza per la convalida della detenzione cautelare dei tre dirigenti dell’Eipr, ma due di loro non erano presenti
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ROMA – Si è tenuta questa mattina, presso la Procura suprema per la sicurezza nazionale del Cairo, l’udienza per la convalida della detenzione cautelare dei tre dirigenti dell’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), ma secondo l’ong solo il direttore generale Gasser Abdel Razek era presente in aula per essere ascoltato in presenza dei suoi avvocati, mentre risultavano assenti il direttore amministrativo Mohamed Basheer e Karim Ennarah, il responsabile della sezione Criminalità e giustizia dell’organizzazione.

“Abbiamo visto Gasser uscire dall’Ufficio del procuratore, mentre gli agenti lo portavano via a bordo di un cellulare della polizia – ha annunciato su Twitter l’Eipr -. Ha potuto gridare solo una frase alla moglie attraverso uno stretto finestrino del veicolo, chiuso dalle sbarre: ‘Maryam, salutami i ragazzi! Vi voglio bene'”. La donna non avrebbe potuto parlare con il marito neanche per un momento. Il dirigente, come continua l’ong, è apparso “con la testa rasata, ma il volto sorridente”. Ai suoi avvocati, il dirigente avrebbe detto che da venerdì è tenuto in isolamento nel carcere di Tora. “Gli sono stati confiscati tutti gli effetti personali” ha riferito l’organizzazione. “La notte dorme su una branda di ferro, senza materasso né abiti pesanti. Soffre il freddo tutto il tempo. I responsabili di queste violazioni dovranno risponderne. Si tratta di punizioni e abusi, in violazione della legge e dei regolamenti penitenziari”. Pertanto, gli avvocati del dirigente “stanno adottando le misure legali necessarie”. 

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ALTRI 45 GIORNI DI DETENZIONE PER ZAKI

Ieri intanto la Procura suprema per la sicurezza dello Stato ha convalidato altri 45 giorni di detenzione cautelare per Patrick Zaki, il collaboratore dell’Eipr arrestato al Cairo nove mesi fa per alcuni post su Facebook che avrebbero incitato alla protesta non autorizzata e alla sedizione. Allo studente di 28 anni l’ong ha fornito supporto legale, inoltre ha dato informazioni ai media internazionali per tenere alta l’attenzione sul caso.

ACCUSE DI TERRORISMO E DIFFUSIONE DI FAKE NEWS

A partire da sabato sono iniziati gli arresti dei tre vertici dell’Eipr, contro cui sono stati contestati i reati di adesione a gruppo terrorista, finanziamento del terrorismo e diffusione di fake news volte a destabilizzare la stabilità del Paese. In questi giorni l’organizzazione ha lanciato l’hashtag ‘Free Eipr Staff’, accompagnata dalla foto di Zaki, Abdel Razek, Basheer ed Ennarah, insieme alla card ‘Solidarity with Eipr’, seguita dal sottotitolo ‘Da 18 anni difende i diritti degli egiziani’. Quest’ultimo slogan è divenuto anche l’immagine profilo dell’organizzazione.

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