Tocca all’avvocato Conte, arriva il giorno del giudizio… su Salvini

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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Mai come in questo momento servirà tutto il suo armamentario da avvocato. Bravo avvocato. Domani il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’aula del Senato, interverrà per dissipare le ombre del “Russiagate”, l’intrallazzone tra faccendieri leghisti e russi su una partita di 3 milioni di tonnellate di gasolio e relativa ‘stecca’ da dividere. Conte difenderà il suo Governo, ribadirà che resta salda l’alleanza Atlantica, che l’Italia conferma e applicherà le sanzioni stabilite in Europa nei confronti della Russia di Putin. Sanzioni che il leader della Lega, Matteo Salvini, invece, vuole abolire a tutti i costi.

Indossati i panni dell’avvocato, Conte dovrà in qualche misura difendere Salvini dagli attacchi dell’opposizione, e dovrà farlo senza urtare la delicatissima sensibilità del leghista. Perché Salvini sulla questione ha già detto e ridetto che non c’è nulla da dire, che son tutte chiacchiere inventate per danneggiarlo, nonostante ogni giorno escano fuori documenti e carte. Salvini ascolterà Conte dai banchi del Carroccio, come a sottolineare che in quel momento sta lì a difendere gli interessi del suo partito, non del Governo. Sarà una partita giocata sul filo del rasoio, perché su Conte si stanno addensando nubi nere e già fioccano fulmini e saette da parte dei dirigenti e amministratori della Lega.

Soprattutto i Governatori della Lombardia e del Veneto lo hanno attaccato sull’Autonomia rafforzata, che loro hanno chiesto con forza di chiudere in fretta e che invece sta prendendo tempo su tempo. Zaia e Fontana hanno gridato alla farsa, hanno lanciato pesanti accuse contro Conte che, adesso, ha deciso, prima di riprendere a discutere del provvedimento, di avere (tra domani e dopodomani al massimo) un ‘faccia a faccia’ con loro due. Anche qui toccherà all’avvocato Conte trovare i modi giusti per convincerli che non li sta fregando. Tra le curiosità di domani, Matteo Renzi ha chiesto di intervenire a nome del Pd contro Salvini, richiesta insolita che ha suscitato qualche perplessità. Ora si riunirà il gruppo dei senatori Dem per decidere se Renzi è la persona giusta.

LEGGI DIRE OGGI DEL 23 LUGLIO

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