Myanmar, Usa e Ue impongono sanzioni: sospesi aiuti per lo sviluppo

Nel finesettimana due dimostranti hanno perso la vita a Mandalay
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di Brando Ricci

ROMA – La comunità internazionale continua a fare pressione sui militari birmani che l‘1 febbraio hanno preso il potere con un colpo di Stato, mentre in Myanmar crescono le manifestazioni di dissenso contro la giunta militare. Stando a media locali, nel fine settimana centinaia di migliaia di persone sono scese in strada nelle maggiori città. Sabato due dimostranti, tra le quali un minorenne, sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco esplosi dalla polizia mentre prendevano parte a una manifestazione nella città settentrionale di Mandalay, la seconda più popolosa del Paese. Almeno altre 20 persone sono rimaste ferite. Proprio a seguito di questo episodio, come specificato in una nota del Dipartimento del Tesoro, gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni economiche su due ufficiali del Timtadaw, il nome con il quale è noto in Myanmar l’esercito. I due militari vanno ad aggiungersi a dieci vertici dell’esercito che sono stati già sottoposti a sanzioni, tra i quali il comandante in capo Min Aung Hlaing. Ieri anche i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno deciso di imporre sanzioni individuali su alcuni ufficiali del Timtadaw. L’Alto rappresentante per la politica esteri e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, ha reso noto che sono state decise “misure mirate” contro i militari e che “il sostegno finanziario diretto dal nostro sistema di sviluppo ai programmi di riforma del governo viene sospeso”.

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