Covid, tre morti in una settimana: autisti Ama protestano

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Gli autisti dell'Ama sono rimasti fermi nel deposito di Tor Pagnotta
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 ROMA – “Questa mattina a Tor Pagnotta gli autisti si sono fermati per protesta. Un segnale per sollecitare Ama e Campidoglio ad aumentare i controlli e le misure di sicurezza per il Covid-19, dopo che sono morti 3 colleghi in una settimana. Protesta che noi del circolo Pd Ama condividiamo e supportiamo da tempo in ogni luogo aziendale“. Lo ha reso noto su Facebook il responsabile Pd Ama, Flavio Vocaturo.

L’AZIENDA: “PROTOCOLLI APPLICATI”

“Anche Ama ha dovuto purtroppo subire in questi mesi delle perdite dovute all’emergenza sanitaria che ha investito tutto il pianeta. La comunita’ di lavoratori del servizio pubblico essenziale di igiene urbana fa parte della societa’ piu’ ampia di cittadini e pertanto non puo’ non essere toccata dal contagio. Da marzo ad oggi sono 5 (e non 6 come riportato oggi da alcuni media) i colleghi deceduti a causa del Covid-192”. Lo comunica in una nota Ama S.p.A. L’azienda, “gia’ dalle primissime avvisaglie dell’epidemia a gennaio 2020, ha immediatamente posto in essere tutte le necessarie misure a tutela della salute dei lavoratori. I protocolli di sicurezza su tutti i luoghi di lavoro sono stati aggiornati e adeguati con il mutare del quadro epidemiologico e a ciò si è sempre affiancata la capillare distribuzione di dispositivi di protezione individuali (mascherine, guanti e tute)”. Quindi “non corrispondono assolutamente a verità le notizie secondo cui sarebbe stato consentito l’accesso alle sedi aziendali a dipendenti che presentavano sintomi febbrili o riconducibili a un possibile contagio. A tutti i lavoratori viene costantemente ricordato l’obbligo di restare a domicilio in caso di temperatura corporea rilevata superiore ai 37,5 gradi, come peraltro raccomandato ai cittadini fin dal primo Dpcm dell’8 marzo e come indicato quale obbligo, in particolare per i lavoratori, fin dal primo protocollo fra il Governo e le parti sociali sottoscritto il 14 marzo 2020″. Pertanto, continua la nota Ama, “la procedura corretta, adottata dall’azienda e ribadita più volte anche nei vari tavoli sulla prevenzione del Covid-19 con le Organizzazioni Sindacali ed i rappresentanti dei lavoratori per la salute e sicurezza, prevede che tutti gli addetti misurino la temperatura a casa, prima di presentarsi sul lavoro, evitando rigorosamente di accedere alle sedi aziendali in caso di alterazione della temperatura. Per maggior tutela del corpo aziendale, Ama ha comunque acquistato 150 termometri ad infrarossi che si sono aggiunti alla dotazione presente all’interno delle cassette di pronto soccorso nella disponibilità dei preposti e degli altri coordinatori di tutte le sedi aziendali, in caso di necessità di controlli straordinari della temperatura da svolgersi nel corso dei turni di lavoro (come disposto dalla Cds 147 del 30/10/2020)”. 

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