Kosovo, militari italiani sanificano asilo della Caritas contro il Covid-19

Tramite l'impiego di nebulizzatori e principi attivi per l'eliminazione di agenti patogeni
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ROMA – Un team specializzato dell’Esercito Italiano ha condotto ieri un intervento di sanificazione presso l’asilo “Nena Kabrini” di Prizren, importante cittadina del Kosovo in cui opera il Regional Command West, il comando responsabile per la zona occidentale della missione NATO KFOR.

I militari italiani del 5^ reggimento artiglieria terrestre ‘Superga’ di Portogruaro hanno igienizzato tutte le aule e le aree comuni tramite l’impiego di nebulizzatori e principi attivi per l’eliminazione di agenti patogeni, e grazie al loro intervento la struttura potra’ funzionare regolarmente nel rispetto delle norme anti-Covid 19 emanate dalle istituzioni del Kosovo. L’attivita’ si inquadra nel contributo fornito da KFOR alla risposta locale al Covid19. L’asilo “Nena Kabrini”, inaugurato nel 2002 grazie al contributo della Caritas italiana, e’ diretto dalle suore Angeliche di San Paolo e accoglie al suo interno 130 bambini provenienti da famiglie in difficolta’ di ogni etnia e credo religioso.

Per il contingente italiano comandato dal colonnello Gianluca Figus si e’ trattato del terzo progetto di assistenza in favore delle comunita’ in Kosovo condotto nelle ultime settimane. In precedenza il team di coooperazione civile-militare del Regional Command West aveva finalizzato due progetti finanziati dalla NATO, con la donazione di macchine da cucire ad una ONG impegnata nella protezione delle donne vittime di violenza, e successivamente con la consegna di lavagne multimediali a sei scuole multietniche. L’Italia e’ dopo gli Stati Uniti il principale Paese contributore alla missione NATO KFOR in Kosovo, guidata dal generale Michele Risi e forte di 3.400 soldati di 27 nazioni, 500 dei quali appartenenti alle Forze Armate italiane.

KFOR opera dal 1999 per contribuire alla sicurezza e alla liberta’ di movimento per tutte le comunita’ del Kosovo, secondo il mandato della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

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22 Agosto 2020
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