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Il tavolo di lavoro per l’ampliamento del nuovo ospedale di Aosta si riunirà martedì

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Per la realizzazione della nuova ala saranno stanziati altri 17 milioni di euro nel secondo assestamento di bilancio
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AOSTA – Tornerà a riunirsi martedì prossimo, 27 luglio, il tavolo di lavoro per la realizzazione dell’ampliamento del nuovo ospedale regionale, al quale siedono esponenti di parte regionale, della direzione dell’Usl della Valle d’Aosta e del Comune di Aosta. Lo riferisce l’assessore alla Sanità Roberto Barmasse, in risposta ad un’interpellanza presentata dalle consigliere di Pcp Erika Guichardaz e Chiara Minelli.

Il primo incontro del tavolo di lavoro si è svolto l’11 giugno scorso, ha avuto “carattere interlocutorio”, riferisce Barmasse, e si è concentrato “sull’incidenza della realizzazione dell’ampliamento dell’ospedale Parini sul contesto urbano”. Al termine i partecipanti sono stati invitati a formulare delle proposte concrete sul futuro del Beauregard e dell’ex maternità. I prossimi incontri avranno cadenza mensile: i punti all’ordine del giorno verranno concordati di volta in volta con i componenti del tavolo di lavoro.

“Rimango comunque dell’idea che questo percorso doveva essere avviato anche in commissione e che questi approfondimenti dovevano coinvolgere anche il consiglio regionale perché stiamo parlando dell’opera più importante di questa legislatura”, la replica di Guichardaz. La capogruppo di Pcp in Consiglio ha ricordato che per l’ampliamento dell’ospedale saranno stanziati ulteriori 17 milioni di euro nel secondo assestamento di bilancio, varato nelle prossime settimane. “Riteniamo importante e necessario che la popolazione sia informata sui costi e sulle decisioni che verranno prese man mano”.

Guichardaz si augura di poter vedere nascere una struttura “che possa rafforzare la sanità pubblica, la qualità dei servizi la capillarità territoriale e l’attrattività del nostro ospedale” sulla falsa riga del primo presidio ospedaliero post Covid appena presentato a Piacenza dal presidente Bonaccini pur ritenendo che “il tempo trascorso avrebbe permesso di valutare costi e fattibilità di un altro ospedale, ma non è stata questa la scelta”.

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