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A Bologna è ufficiale: non esistono sport per femmine o per maschi

calcio femminile
Il Comune del capoluogo emiliano ha approvato la Carta dei valori per lo sport femminile, con l'obiettivo di abbattere ogni tipo di stereotipo di genere nelle pratiche sportive
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BOLOGNA – A Bologna ora è ufficiale: “non ci sono sport per femmine e sport per maschi. Le bambine possono e devono poter scegliere: ogni sport va bene per le bambine, ogni bambina è perfetta per lo sport che ama”. Recita così l’articolo 3 della Carta dei valori per lo sport femminile approvata dalla Giunta comunale sotto le Due Torri, con l’obiettivo di abbattere ogni tipo di stereotipo di genere nelle pratiche sportive.

La Carta, suddivisa in 14 articoli, nasce già nel 2019 grazie all’evento dedicato allo Sport femminile insieme all’associazione nazionale Atlete (Assist) ma solo oggi diventa realtà e, da adesso in poi, il Comune si impegnerà a rispettare regole e valori contenute nel testo. E non si tratta solo di retorica o belle parole. L’articolo 9 infatti stabilisce che l’amministrazione si impegna ad “assegnare gli impianti sportivi di proprietà comunale a soggetti (gestori e utilizzatori) che rispettino le indicazioni di questa Carta e ne diano concreta applicazione”. Da adesso in poi, i bandi comunali che sostengono le associazioni e i centri sportivi, terranno conto anche, nell’assegnazione del punteggio, dell’esperienza “del soggetto richiedente in tema di antidiscriminazione e attenzione al genere, documentata dai progetti già realizzati e dalle esperienze maturate nel tessuto sportivo e sociale della città”.

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Da adesso in poi, grazie a questo documento, in occasione del Bologna Sport Day sarà assegnato anche il premio ‘Donna di Sport’, per valorizzare “donne atlete, dirigenti, tecniche, giornaliste, donne che abbiano promosso o organizzato eventi sportivi, anche a fine di solidarietà, che abbiano dato un contributo di valore alla crescita dell’immagine positiva, educativa e originale dello sport femminile, in Italia e nel Mondo”. Stando a quanto previsto dall’articolo 13 invece, il Comune si impegna a “a promuovere l’adozione della presente Carta e la sua applicazione, in tutto il territorio metropolitano e a proporla alla Regione Emilia-Romagna”.

Agire “in ambito locale significa coinvolgere le società sportive che allenano bambine e bambini proprio perché i pregiudizi devono essere combattuti da subito– dicono gli assessori allo Sport, Matteo Lepore e alle Pari opportunità, Susanna Zaccaria- questo progetto vuole anche essere un omaggio a tutte le atlete italiane che, nonostante le difficoltà e le differenze che ancora ci sono, hanno risultati eccezionali”.

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