Renzi attacca, il premier Conte cerca di uscire dall’angolo

giuseppe conte
L'editoriale del direttore Nico Perrone
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ROMA – È solo tattica, Matteo Renzi alza lo scontro col premier Giuseppe Conte perché vuol portare a casa più ‘posti’ per Italia Viva, dicono fonti Dem. No, Renzi ha deciso di far saltare il banco, punta su un nuovo esecutivo non guidato dall’attuale presidente del Consiglio, dicono altre fonti della maggioranza. Insomma, mentre in Parlamento si cerca di approvare in tempo utile la legge di Bilancio, a livello politico si discute soprattutto sulle spaccature dentro la maggioranza di Governo. Da parte Dem, ancora oggi Dario Franceschini, ministro e capodelegazione Pd, ha detto che se ci sarà crisi di governo non ci saranno altre maggioranze ma si andrà dritti al voto. Una posizione questa che in molti, dentro la stessa maggioranza, non ritengono convincente. Perché nessun parlamentare ha voglia di interrompere la legislatura e di tornare alle vecchie occupazioni. Quindi è guerra di nervi, da qui e fino a metà gennaio quando ci sarà il faccia a faccia risolutivo. Da parte sua Conte ha spinto sull’acceleratore, proprio per smentire chi in questi ultimi giorni lo ha accusato di cumulare ritardi su ritardi: “Non ci possiamo permettere di ritardare oltre, per questo riprendiamo gli incontri con le delegazioni delle varie forze politiche, innanzitutto, di maggioranza, per poter operare subito nei prossimi giorni la necessaria sintesi”, ha detto Conte delineando una “tabella di marcia serratissima”. Il premier ha sottolineato che “ne va della credibilità del Paese in Europa”. Basta attacchi, “dobbiamo discutere nel merito e trovare una sintesi efficace. Al di là della discussione politica e delle polemiche di questi giorni- ha detto ancora il premier- dobbiamo assolutamente riprendere con la massima lena e vigore la discussione sul Recovery Plan italiano, non ci possiamo permettere di ritardare oltre”. Il premier ha già incontrato la delegazione del M5S e in serata vedrà quella del Pd. Domani Italia Viva e Leu. Basterà? No, il problema, come viene spiegato da più fonti, è che tutta la partita si gioca su quanti passi indietro Conte sarà disposto a fare: mollerà la delega sui servizi segreti al Pd che la reclama? Allargherà la gestione dei fondi europei e dei progetti collegati alle forze di maggioranza superando la sua idea di cabina di regia? Il premier è pronto ad accettare una più forte azione di controllo da parte dei partiti di maggioranza? In attesa delle risposte sarà lotta continua.

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