‘Vengo prima io’, un libro sfata falsi miti (come il punto G) e la diatriba tra orgasmo clitorideo e vaginale

Il libro della sessuologa Roberta Rossi "non è la hit parade dell'orgasmo, ma sfata leggende che in tema di sessualità spopolano e guidano il nostro comportamento"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA –  Godetevi il viaggio, non pensate alla meta. ‘Vengo prima io’ non è una gara a chi arriva prima, non c’è competizione tra i partner in tema di soddisfazione sessuale. Il libro della presidente dell’Istituto di sessuologia clinica, Roberta Rossi, è certamente rivolto alla donna ma per poterla mettere in primo piano rispetto alla propria sessualità. “Se la donna ha più consapevolezza su cosa significhi il piacere per se stessa- spiega Rossi- questa conoscenza potrà rappresentare un valore aggiunto all’interno della coppia”.

La sessuologa poi chiarisce subito un punto dolente nel collettivo femminile: l’annosa diatriba tra orgasmo clitorideo e orgasmo vaginale. “Il nostro corpo è tutto una zona erogena- spiega- ma l’orgasmo è uno ed è un arco riflesso con un punto di partenza sensoriale, che è il clitoride, e un punto di arrivo che è dato dalle contrazioni che si verificano all’interno della vagina, che la donna percepisce in quanto tali. È un fenomeno unico”, chiarisce. Passando alla simultaneità del piacere all’interno della coppia, è possibile raggiungere un orgasmo simultaneo? “In realtà il piacere della sessualità è un viaggio da assaporare tra le differenti sensazioni che possiamo vivere da sole o con il partner. Spesso, invece, diventa un momento foriero di ansia da prestazione. È normale non raggiungere il piacere insieme al partner- risponde alla Dire la psicologa- e bisogna sfatare la convinzione che se non lo raggiungiamo per forza nello stesso momento allora la coppia non funziona. Non è vero”.  Come si fa a sapere se una donna ha raggiunto l’orgasmo? “Se la donna lo raggiunge se ne accorge- afferma- ed è un’esperienza individuale e personale. Alcune donne non lo raggiungono e si chiedono cosa fare. Gli unici parametri che abbiamo sono fisici- precisa- come le contrazioni a livello vaginale o la lubrificazione. Capita anche che si arrivi al culmine del piacere, ma poi non scoppia l’orgasmo a causa di aspetti culturali ed educativi. Quando la sessualità è vissuta con vergogna, questo aspetto impedisce di vivere con serenità il piacere. Tante donne poi non conoscono il proprio corpo, non conoscono i loro genitali, che sono un po’ nascosti. Bisogna essere curiose”. C’è la corsa al punto G, ma esiste? “Non è un punto, è la zona Cuv (Clitoride-uretra-vagina)- continua la psicologa- ovvero una zona nella parte interna e superiore della vagina molto sensibile se stimolata bene”.
 
Attenzione, però, con ‘Vengo prima io’ Rossi non scrive un manuale. “E’ un accompagnamento con delle indicazioni e chiede alla donna di sperimentare e capire cosa succede. È un libro che non deve essere letto dall’inizio alla fine- consiglia la scrittrice- ed è rivolto anche agli uomini che desiderano conoscere meglio le proprie donne”. Un testo, insomma, da lasciare sul comodino per consultarlo ogni volta che emergono dubbi e curiosità nelle diverse fasi della vita di una donna: la gravidanza, il post partum,  la menopausa e così via.  In ogni caso nessuna domanda è stupida. ‘Vengo prima io’ riporta infatti i risultati di un sondaggio a cui hanno risposto 16.000 donne. Una vera partecipazione di massa, “che mi ha fatto riflettere sul senso di solitudine che le donne provano rispetto ad alcuni temi della sessualità, che possono risultare più difficili. ‘Vengo prima io’ non è la hit parade dell’orgasmo- ripete- vuole proprio sfatare delle leggende che in tema di sessualità spopolano e guidano il nostro comportamento”.
 
Nella coppia tutto è lecito se c’è un senso comune nel voler sperimentare insieme. “Alcune donne pagano il timore del ricatto affettivo, a cui non bisognerebbe assolutamente cedere. Molte testimonianze sul rapporto anale lo dimostrano- ricorda la sessuologa- donne non consenzienti e uomini che dicevano ‘Ops mi son sbagliato’. Bisognerebbe allora ampliare il discorso sull’enorme capitolo delle relazioni tra uomini e donne”. Di sicuro per leggere il libro ci vuole un ingrediente speciale: la curiosità. “La fantasia è il sesto senso della sessualità. Anche le donne hanno fantasie sessuali- rivela- si pensava che chi avesse fantasie in realtà fosse insoddisfatto del proprio rapporto. Sfatiamo anche questo famoso mito: le fantasie ci sono e sono molto personali. A volte vanno condivise, altre volte è meglio tenerle nel proprio giardino segreto. Sicuramente- conclude- aiutano nella sessualità,  perché sono nella zona erogena che parte dal nostro cervello”. 
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

21 Ottobre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»